Aversa

Aversa, Ronza dopo attacco Pd su The Queen: “Dicano in quale lingua dobbiamo tradurre…”

Aversa – Accuse di ignoranza e malafede reciproca. Maggioranza e opposizione, soprattutto Pd, ai ferri corti dopo l’ennesima mancata occasione (la quarta) in consiglio comunale della costituzione parte civile del comune di Aversa nel procedimento ‘The Queen’ che vede coinvolto anche il primo cittadino per presunti reati commessi quando era presidente dell’ordine degli architetti casertani.

“Indegni di amministrare Aversa. Ignoranza e malafede – si legge in un manifesto fatto affiggere dal Pd – permeano l’armata Brancaleone guidata da De Cristofaro, che con bugie ed inganni in Consiglio Comunale, sfugge al dibattito politico, in modo arrogante, cancellando la democrazia ed il confronto nel tentativo di difendere la città ed i cittadini, traditi, ignobilmente, dalla maggioranza. Una spudoratezza epocale, mai vista nella nostra città, offesa e turlupinata”.

“Per l’ennesima volta – continuano i democrat – non hanno voluto difendere in tribunale i diritti lesi dei cittadini e della città, costituendosi entro il 19 ottobre nel processo The Queen. Il loro garantismo vale solo per De Cristofaro, di Aversa se ne fregano. L’immagine della città e le opportunità di ospitalità per gli studenti, offuscate e messe in discussione in questo processo, a questa gente, non interessano. Così facendo, il loro Sindaco diventa giustamente imputato, probabilmente non per i reati per i quali è stato coinvolto, ma sicuramente per le infamie che sta commettendo, contro Aversa”.

Immediato il riscontro del vicesindaco Michele Ronza che ha dichiarato: “Dopo le dichiarazioni ed il documento del Pd inizio ad avere seri dubbi sulla comprensione delle leggi e delle regole democratiche che dovrebbero appartenere ad una democrazia come la nostra. In primis. ancora una volta vorrebbero per forza far discutere un atto che sarebbe nullo in quanto non di competenza del Consiglio comunale. Se vogliono lo traduco in altra lingua, mi dicessero quale così facciamo prima. Inoltre, l’organo esecutivo si è già espresso, a torto o a ragione. Quando saranno loro in giunta decideranno, ora siamo noi responsabili e decidiamo noi. Mica ci vuole tanto a capire questo? L’altro giorno, per pochi secondi o minuti, qualche consigliere ha preso il gettone di presenza: questo si che è vergognoso”.

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