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Torino, rapina alla Lidl: il basista era direttore del supermercato

Quattro arresti eseguiti dalla polizia per la rapina a un supermercato Lidl di Torino, in via Monfalcone. Destinatari dei provvedimenti due torinesi, il 61enne Mario Zedde e il 63enne Ignazio Pecoraro. Nei guai sono finiti anche il direttore del Lidl di via Monfalcone, Max Carollo, 37 anni, e il 63enne Giuseppe Argento, complice di Zedde in un’altra rapina.

Lo scorso 23 febbraio, due uomini col volto coperto e armati di pistola, s’introdussero nel supermercato Lidl, appena dopo la chiusura, prendendo in ostaggio un dipendente che effettuava le pulizie. I due poi si diressero con l’ostaggio verso la sala blindata, in cui si trovava la cassaforte. All’interno della sala c’erano il direttore del punto vendita e altri impiegati che stavano effettuando la chiusura della giornata.

Dopo aver immobilizzato i presenti con delle fascette, i banditi si appropriarono dell’incasso giornaliero (circa 15mila euro). Successivamente, con un flessibile, tentarono di tagliare la cassaforte che conteneva circa 80mila euro ma l’allarme antincendio li costrinse alla fuga. Le indagini successive hanno consentito agli agenti della squadra mobile di identificare i due rapinatori: si trattava di Mario Zedde e Ignazio Pecoraro.

Ma la vera sorpresa, però, è stata la scoperta del complice, ovvero proprio il direttore del supermercato Max Carollo, che sarà poi destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari. L’uomo aveva fornito ai malviventi le informazioni utili per entrare nel negozio e anche una copia delle chiavi per aprire la porta sul retro da cui sono entrati i due. Uno degli autori di questa rapina, a distanza di pochi giorni, si rese responsabile di un ulteriore crimine.

Nel pomeriggio dell’8 marzo scorso, infatti, due individui travisati e armati di pistola si introdussero in uno studio medico ortopedico via Lamarmora per portare via l’incasso. All’interno dello studio erano presenti la segretaria e due coniugi che tentarono di reagire all’aggressione. Nel corso della colluttazione uno dei due malviventi esplose un colpo di pistola che, fortunatamente, non provocò nessun ferimento. I banditi si allontanarono con poco più di cento euro prelevati dalla cassa.

Durante l’indagine gli investigatori si accorsero che a commettere la rapina era stato ancora una volta Mario Zedde ma, questa volta, con un altro complice, Giuseppe Argento, che, al momento del fatto, era anche ricercato in quanto evaso da una casa lavoro (nella città di Vasto) dove stava scontando una misura di sicurezza sempre per reati contro il patrimonio. Anche per quest’ultimo è stato emesso il provvedimento di custodia cautelare in carcere.

L’uomo è stato arrestato dagli agenti della sezione antirapina della squadra mobile dopo l’irruzione in un’abitazione in cui l’evaso aveva trovato riparo con ancora addosso la pistola, clandestina e con matricola abrasa, che le successive comparazioni tecniche proveranno essere la stessa che aveva sparato in occasione della rapina in zona Crocetta.

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