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Las Vegas, Trump: “Legge sulle armi? Ne riparleremo, ma la strage è opera di un folle”

All’indomani della strage di Las Vegas (leggi qui), Donald Trump non chiude la porta alla possibilità di un nuovo dibattito nazionale sul controllo delle armi. Ma non adesso. “Col passare del tempo, parleremo di leggi sulle armi”, ha detto il presidente Usa parlando con i giornalisti. Ieri la portavoce della Casa Bianca aveva detto che non è tempo di dibattiti politici sul tema.

Trump, che ha definito l’autore della strage “un individuo molto malato, un pazzo”, ha nuovamente elogiato l’azione delle forze dell’ordine e dei soccorritori. “Quanto è accaduto a Las Vegas per molti versi è un miracolo”, ha detto il presidente Usa, che sta raggiungendo Porto Rico.

Parole che hanno scatenato la reazione dei democratici e di buona parte dell’opinione pubblica americana. “Il nostro dolore non è abbastanza. Dobbiamo mettere la politica da parte e scendere in campo contro la Nra (National rifle association, la lobby americana delle armi, ndr) e lavorare insieme per provare a impedire che questo succeda di nuovo”, ha scritto su Twitter l’ex segretario di Stato, Hillary Clinton, poche ore dopo la sparatoria.

Il suo nome è Stephen Paddock, di 64 anni. Nato il 9 aprile del 1953, dal giugno 2016 viveva nella comunità chiusa per anziani Sun City – completa di campo di golf, campo da tennis e piscina – a Mesquite: 140 chilometri da Las Vegas. In precedenza, dal 2011 al 2016, aveva vissuto a Reno, sempre in Nevada, mentre dal 2013 al 2015 a Melbourne in Florida. Il 64enne non aveva precedenti, a parte alcune violazioni stradali minori e una causa intentata a un casinò nel 2014.

Secondo alcuni media Paddock si era convertito all’Islam mesi fa, cambiando nome in Samir Al-Hajib. Cosa che si legge inoltre su un secondo comunicato dell’Isis, trasmesso da Amaq, l’agenzia dello Stato islamico, citata dal Site. Un primo comunicato del Califfato ha rivendicato l’attacco. Ma la notizia è stata smentita da fonti dell’amministrazione statunitense e poi direttamente dall’Fbi: “Non c’è alcun segnale che indichi un legame del killer di Las Vegas con gruppi del terrorismo internazionale”.

“A questo punto non consideriamo la sparatoria un atto di terrorismo”. Ha ribadito anche la polizia di Las Vegas, sottolineando che restano ancora da chiarire i motivi alla base della sparatoria. “Sembra per ora più un’azione di un lupo solitario”. Una “sparatoria terribile. Le mie più calde condoglianze alle famiglie delle vittime”, ha twittato il presidente Donald Trump. E intanto un minuto di silenzio è stato decretato a Wall Street per le vittime della strage.

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