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Las Vegas, spari davanti casinò: almeno 50 morti e 200 feriti. “Non è terrorismo”

Sparatoria a Las Vegas, davanti al Mandalay Bay Resort & Hotel, uno dei casinò della città statunitense, durante un concerto country. Almeno 50 persone sono morte e 200 sono rimaste ferite. A sparare sarebbe stato solo un uomo, ucciso dai poliziotti: si tratta del 64enne Stephen Paddock. Per la polizia “non è stato un atto di terrorismo ma un’azione condotta da un lupo solitario”. Mary Lou Dandley, una donna asiatica di 62 anni, che viveva con l’autore della sparatoria, era ricercata ed è stata rintracciata.

Secondo alcuni testimoni, gli spari sarebbero arrivati dal 39esimo piano del Mandalay Hotel e proseguiti per oltre cinque minuti. Nell’area antistante il casinò erano presenti circa 40mila spettatori per partecipare al festival country “Route 91 Harvest”. Durante la sparatoria si è scatenato il panico e migliaia di persone si sono date alla fuga generando il caos.

Anche gli agenti delle Swat intervenuti nell’area del Mandalay Bay sono stati presi di mira da colpi di arma da fuoco. Fra i morti della sparatoria ci sono due agenti di polizia che erano fuori servizio. Lo riferisce la polizia, sottolineando che i due agenti erano fra il pubblico del festival.

La zona del Mandalay Bay a Las Vegas è stata isolata, ha riferito la polizia. Gli agenti delle forze speciali hanno fatto irruzione in un edificio nei pressi del resort. Temporaneamente è stato bloccato anche il traffico aereo all’aeroporto McCarran di Las Vegas, che sorge poco distante dalla zona dei casinò.

IN ALTO UN VIDEO AMATORIALE RIPRESO DURANTE LA SPARATORIA

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