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Hitler vivo in Colombia dopo il 1945: spunta un file della Cia

Nell’ambito della recente desecretazione di numerosi documenti della Cia sono emersi un filee una foto che avrebbero potuto riscrivere la Storia: Adolf Hitler non si sarebbe suicidato nel proprio bunker a Berlino il 30 aprile del 1945 ma sarebbe fuggito in Colombia, dove avrebbe assunto il nome di Adolf Schrittelmayor.

Ad ottenere la notizia sarebbe stato un agente della Cia nel 1954, grazie ad un informatore dei servizi segreti americani. In realtà sono tantissimi i dubbi sulla veridicità della notizia: dalla scelta di conservare il nome di battesimo Adolf, all’aspetto (rimasto identico al periodo della guerra), fino alla bassa qualità della foto. È la stessa Cia a ritenere inaffidabili le fonti, “a causa dell’evidente fantasia del rapporto”.

Nel documento desecretato dalla Cia, datato 3 ottobre 1955 e custodito dagli Archivi nazionali Usa, si afferma che un agente segreto dal nome in codice Cimelody-3 fa riferimento ad alcune informazioni ottenute da una sua fonte tramite un suo amico personale ed ex membro delle SS chiamato Phillip Citroen. Quest’ultimo nel 1954 avrebbe incontrato in Colombia, in un luogo chiamato Residencias Coloniales nella città di Tunja, un uomo chiamato Adolf Schrittelmayor, che gli avrebbe confermato la sua vera identità. Al file è allegata una foto, di qualità molto bassa, che ritrae Citroen e il presunto Adolf Hitler.

Tante le incongruenze e i dubbi sul fatto che Hitler possa essere sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale per fuggire poi in Sudamerica. Prima di tutto il nome: difficile credere che il dittatore abbia mantenuto il proprio nome di battesimo dopo essere fuggito dalla Germania sconfitta in guerra. Anche il fatto che non abbia cambiato minimamente il proprio aspetto, senza tagliarsi i celebri baffi, non depone a favore della veridicità della notizia.

Hitler sarebbe stato perfettamente riconoscibile e facilmente individuabile da qualunque servizio segreto. Inoltre, il presunto Führer della foto appare più giovane o comunque con gli stessi lineamenti, anche se nel 1954 avrebbe avuto 65 anni. Infine, nel documento desecretato dalla Cia si afferma che la qualità dei negativi della foto era troppo bassa per poterne fare delle copie. E come se non bastasse è la stessa Cia a non ritenere attendibile quanto scritto nel documento: “a causa dell’evidente fantasia del rapporto, l’informazione non è stata inviata nel momento in cui è stata ottenuta”.

Resta quindi un’ombra di mistero sulla morte di Adolf Hitler. I sovietici per anni hanno detto di avere resti del dittatore, anche se il suo corpo e quello di Eva Braun ufficialmente sono stati cremati, ma alcune persone negli Usa hanno dubbi in merito. Lo scienziato americano Nick Bellantoni dell’University of Connecticut, per esempio, nel 2009 ha studiato il frammento di un teschio in possesso dei russi, affermando che molto probabilmente apparteneva a una donna dai 20 ai 40 anni e non a Hitler.

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