Aversa

Aversa, parte civile in The Queen: restano dubbi sulla “scaletta” del Consiglio

Aversa – Chiarimento faccia a faccia tra il sindaco di Aversa Enrico de Cristofaro e il presidente del consiglio comunale normanno Augusto Bisceglia. Un chiarimento resosi necessario dopo che il primo cittadino aveva dichiarato di non aver gradito l’inclusione nell’ordine del giorno della seduta di consiglio comunale prevista per venerdì prossimo la discussione sulla mancata costituzione quale parte civile del Comune di Aversa nel procedimento ‘The Queen’ che vede coinvolto lo stesso primo cittadino per presunti episodi avvenuti quando ricopriva la carica non di sindaco, ma di presidente dell’Ordine Provinciale degli Architetti, relativamente ai lavori di trasformazione dell’ex carcere mandamentale in alloggi per studenti.

Ieri mattina, prima della riunione indetta da de Cristofaro con lo stesso Bisceglia e i capigruppo consiliari, le due massime cariche istituzionali del comune di Aversa si sono incontrate e si sono spiegate in merito alle ragioni che hanno indotto Bisceglia a inserire l’argomento all’ordine del giorno. L’incontro si è concluso con una stretta di mano e l’intesa che il successivo incontro pomeridiano fosse da considerarsi un pre-consiglio in vista della seduta di venerdì prossimo.

Nel corso della riunione dei capigruppo, poi, si sarebbe deciso (il condizionale è d’obbligo stante le porte chiuse) che la maggioranza, ad inizio seduta, avrebbe chiesto (ed approvato) uno slittamento degli argomenti all’ordine del giorno per discutere prima di tutti gli altri argomenti e di lasciare alla fine i due punti relativi alla costituzione del comune di Aversa quale parte civile nell’oramai famigerato procedimento ‘The Queen’.

Per tre volte in consiglio comunale, su iniziativa dell’opposizione, si è cercato di discutere dell’argomento, ossia della delibera di giunta di non costituzione quale parte civile, ma per altrettante volte, di fatto, non si è riusciti a discuterne perché, inevitabilmente, è stato fatto mancare il numero legale.

Dell’argomento non si era riusciti a discutere anche in occasione dell’ultima seduta del civico consesso. Infatti, dopo che il consigliere comunale di maggioranza Raffaele de Gaetano aveva letto una dichiarazione di pregiudiziale sull’argomento, è venuto meno il numero legale. Una scena che si verificherà, quasi certamente, anche venerdì prossimo con l’ennesima proteste delle opposizioni che, questa volta, minacciano di investire della vicenda il prefetto di Caserta.

Secondo i rappresentanti di Partito Democratico, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, infatti, il sindaco violerebbe il diritto delle minoranze di discutere in consiglio comunale e, cosa ancora più grave, lo farebbe relativamente ad una vicenda che lo vede coinvolto anche se, per il momento, ancora solo come indagato e non come imputato.

Sull’argomento, come fa dal marzo scorso, quando fu arrestato rimanendo per 17 giorni in carcere, sino a quando il Riesame non annullò il provvedimento restrittivo (decisione ribadita anche dalla Cassazione che ha dichiarato improcedibile il ricorso dei pm della Dda napoletana) il primo cittadino non ha voluto rilasciare dichiarazioni se non negando dissidi tra lui e il presidente Bisceglia. Rimane, comunque, a poco meno di 48 dalla pubblicazione, il mistero della non disponibilità della copia della convocazione del consiglio allegata all’albo pretorio del Comune.

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