Campania

Abusivismo in Campania, De Luca: “Carcere per chi commette illeciti”

“Il governo ha impugnato una legge regionale e dopo le solite polemiche dei giornali non è successo niente. Siamo fermi a trent’anni fa. Siamo in piena campagna elettorale ma se il Paese vuole fare sul serio è necessario approvare un nuovo testo per contrastare l’abusivismo. Manderemo le nostre proposte, i nostri 5 articoli, alle forze politiche, ai parlamentari, alla presidenza del Consiglio, al ministro dell’Interno e al governo, basta approvare al più presto la nostra ipotesi di legge”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca durante la conferenza stampa presso palazzo Santa Lucia, sul tema abusivismo. “Di fronte a un Paese perduto nella logica del ‘fare finta’ – ha ribadito il governatore – in Campania facciamo sul serio. La Regione non ha mai parlato di sanatoria, mai parlato di abusivismo di necessità, di questo parlano le Cinquestelle. Per noi non esiste la sanabilità per case in aree sottoposte a vincoli o in aree demaniali, né per le case abusive in zone che dal punto di vista idrogeologico sono considerate a rischio”.

Per il governatore “la seconda sfida è quella della concretezza. Cinque milioni di pratiche di condono, tre milioni riguardano solo l’85, dati che l’Italia del fare finta contempla in maniera indifferente. 113mila case abusive sono state realizzate dal 2012 a oggi, mentre parliamo si continua a costruire abusivamente. Siamo in forte polemica con l’Italia delle chiacchiere e del fare finta. Per me si può fare in 48 ore, si fa una riunione dei capigruppo e un passaggio veloce camera-senato”.

“Nella nostra ipotesi di legge – ha spiegato De Luca – abbiamo previsto anche le pene: tre anni per abusi in zone non vincolate, fino a 5 anni con classificazione di rischio molto elevato, ma per rendere questa misura effettiva non deve esserci la sospensione della pena. In ogni caso nella nostra proposta immaginiamo che qualunque attenuazione deve essere legata all’avvio di demolizione. Pene anche per le imprese: cancellazione dal registro da due a cinque anni, per i professionisti cancellazione dall’albo da due a 5 anni e oltre i 5 anni in caso di recidiva. Sarà punito anche chi autorizza erogazione gas, luce e acqua agli abusivi. Lo Stato italiano può fare sul serio, ma se non accade è perché non rischia di mettere in atto misure non popolari”.

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