Teverola

Teverola, minaccia di morte l’ex moglie: arrestato 52enne di Aversa

Aversa – Lo hanno bloccato mentre era sulla porta di casa dell’ex moglie e le gridava contro che l’avrebbe ammazzata. Vito Murgia, 52 anni, è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Aversa, coordinati dal dirigente Paolo Iodice con l’accusa di stalking.

I poliziotti lo hanno sorpreso a minacciare di morte per l’ennesima volta la sua ex moglie a Teverola, provocandole ancora una volta uno stato di ansia, terrore e frustrazione. Stati d’animo che aveva provato più volte nei suoi 25 anni di unione con l’arrestato.

Murgia, unitosi in matrimonio nel 1992, ha convissuto, infatti, con la malcapitata vittima per circa venti anni in un’abitazione di Aversa e ha da sempre posto in essere nei suoi confronti condotte improntate alla violenza e sopraffazione, sfociate, nel 2012, nel suo arresto per lesioni aggravate, per aver cagionato alla moglie la frattura delle dita di una mano con la sua successiva condanna alla pena di sei mesi di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena.

Purtroppo, come spesso accade in questi casi, la condanna e la conseguente separazione definitiva dalla coniuge ha reso ancora più violento e determinato Murgia, tanto da indurlo ad importunarla ed aggredirla in diverse altre occasione e da costringerla a sporgere nei suoi confronti altre denunce-querele, scaturite da altrettante aggressioni e talora in ricoveri ospedalieri.

Nel corso dell’ultima aggressione, avvenuta nel giugno 2015, gli stessi agenti del commissariato aversano, dopo averlo deferito per atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e lesioni pluriaggravate, lo sottoposte alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Caserta, misura quest’ultima revocata nel febbraio di quest’anno.

Subito dopo la revoca del divieto di dimora, per nulla scoraggiato dalle sue vicissitudini giudiziarie, Murgia ha nuovamente importunato la sua ex moglie presso la sua nuova abitazione di Teverola, minacciandola reiteratamente negli ultimi in almeno altre due distinte occasioni, con il pretesto di fare visita ai suoi figli.

La situazione è ulteriormente degenerata nel pomeriggio dell’altro giorno e solo grazie il tempestivo intervento dell’autopattuglia ha impedito fosse posta in essere l’ennesima drammatica aggressione nei confronti della sua ex coniuge, minacciata di morte anche dinanzi agli agenti.

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