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Terremoto in Messico, 245 morti. La capitale in ginocchio

Il bilancio del terremoto in Messico è salito ad almeno 245 morti. Il sindaco di Città del Messico, Miguel Angel Mancera, ha comunicato che un totale di 115 persone sono morte nella sola capitale dopo il sisma di magnitudo 7.1 che ha scosso la città e gli stati vicini. Si continua a scavare e i soccorritori sono impegnati in una corsa contro il tempo per cercare di salvare eventuali sopravvissuti.

I soccorritori sono molto vicini ad estrarre una bambina, identificata con il nome di “Frida”, rimasta intrappolata sotto le macerie della scuola “Enrique Rebsamen” di Città del Messico. La piccola di 7 anni, avrebbe mosso le dita quale segnale per i soccorritori. Qualche ora fa ha chiesto acqua, che le è stata data con un tubo di gomma.

Le immagini dei soccorritori nel luogo della scuola crollata, dove hanno perso la vita almeno 32 bambini, hanno fatto il giro del mondo. Sempre nella capitale c’è un altro palazzo dove si cercano di estrarre persone vive: è un edificio del quartiere “Emperadores”, da dove emergono rumori di possibili sopravvissuti al crollo, tra i quali una donna che per attirare l’attenzione dei soccorritori suona il clacson di un auto. Nelle ultime ore, almeno sei persone sono state salvate tra le macerie dell’edificio.

Città del Messico è in ginocchio. Almeno 38 sono gli edifici crollati. Interi quartieri della capitale rimangono al buio mentre il traffico si sta riprendendo molto lentamente. In un messaggio alla nazione, il presidente Enrique Pena Nieto ha annunciato nella notte che “il 40% di Città del Messico e il 60% dello stato di Morelos è senza elettricità”. E poco dopo il capo dello Stato ha disposto “tre giorni di lutto” in tutto il Paese per le persone decedute. Poi ha visitato alcuni feriti in ospedale. In alcuni supermercati fin dal primo pomeriggio ci sono state lunghe file per comprare beni essenziali.

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