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Bimba di 4 anni muore di malaria: era ricoverata con altri due infetti

Una bambina di quattro anni, originaria di Trento, è morta a causa della malaria, dopo essere stata trasferita d’urgenza all’ospedale di Brescia. A riportare la notizia sono alcuni quotidiani locali. Era figlia di una coppia italiana che vive a Trento ed era arrivata nell’ospedale della città, al Santa Chiara, in condizioni gravi.

Come riporta l’Adige, la piccola aveva picchi di febbre alta e in poco tempo si era arrivati alla diagnosi. Dopo il trasferimento all’ospedale di Brescia, però, la bambina non ce l’ha fatta ed è morta nella notte tra il 3 e il 4 settembre. Secondo quanto si apprende, la piccola sarebbe stata colpita dalla forma più pericolosa della malattia, quella trasmessa dal Plasmodium Falciparum. In questi casi, la morte può arrivare anche entro 24 ore.

Resta ora da chiarire dove la bambina abbia contratto la malattia: sembra che la piccola non sia stata in un Paese malarico e che abbia trascorso le vacanze in Italia, a Bibione. Ma, come spiega il direttore generale dell’Apss (Azienda provinciale dei servizi sanitari del Trentino), Paolo Bordon, la bimba era stata prima in ospedale a Portogruaro, poi a Trento, per un esordio di diabete infantile. E, proprio nella stessa struttura, erano presenti “in un’altra stanza, due bambini con la malaria, che sono guariti”. “In ospedale abbiamo messo delle apposite trappole ieri pomeriggio, che verranno rimosse oggi pomeriggio, mentre tutti i bambini ricoverati sono stati trasferiti”, ha specificato Bordon.

“Resta il fatto”, sottolinea il direttore generale, “che la piccola poi morta e i due malati di malaria erano in stanze diverse, le cure sono state effettuate tutte con materiale monouso e non ci sono state trasfusioni. La malaria non è trasmissibile da uomo a uomo e nessun altro paziente ha avuto dei sintomi riconducibili alla malaria”.

L’esperto ha anche spiegato che il periodo di latenza potrebbe fare pensare che la bambina avesse contratto la malattia prima dell’arrivo in ospedale anche se “la presenza di due bambini malati qui fa insospettire. Il punto è che dovrebbe esserci stata qualche zanzara anofele, magari in dei bagagli. I nostri veterinari, interpellati, dicono che un’altra zanzara, nostrana, non può farsi vettore, anche se ha punto malati”. Sulla vicenda, intanto, la magistratura ha aperto un fascicolo.Se venisse confermato che il caso è autoctono e trasmesso dalla zanzara, sarebbe il primo da vent’anni. L’ultimo episodio si era registrato nel Grossetano, e risale al 1997.

Intanto, l’ospedale di Trento dove era stata ricoverata inizialmente la piccola ha deciso di procedere con la disinfestazione. “Questo caso ha colpito una paziente che non aveva frequentato Paesi in cui la malaria è endemica, sono stati fatti tutti gli accertamenti necessari per escludere altre possibili fonti di contagio ma senza risultati apprezzabili: rimane quindi di origine incerta”, ha comunicato l’Apss. “Nei casi di origine non definibile”, ha spiegato l’azienda, “le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità consigliano di effettuare ugualmente una disinfestazione del reparto come misura di ulteriore profilassi – che verrà effettuata oggi – anche se non si ravvisano rischi per coloro che hanno frequentato il reparto nei giorni scorsi”.

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