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Usa-Nord Corea. Trump: “Basta minacce”, i generali di Kim: “Pronti a colpire Guam”

Tensione alle stelle tra Stati Uniti e Corea del Nord. Pyongyang ha definito “un mucchio di sciocchezze” le minacce lanciate mercoledì dal capo del Pentagono che aveva invitato la Corea del Nord a smettere di minacciare altrimenti si sarebbe passati alla “fine del suo regime”. “Solo la forza assoluta” può funzionare con qualcuno “privo di ragione” come Trump, la replica delle Forze Armate coreane, che rilanciano: “Pronti a colpire Guam con 4 missili“.

Sembra caduta nel vuoto, dunque, la richiesta della Cina a Donald Trump di abbassare i toni nei confronti della Corea del Nord dopo la minaccia del presidente Usa di “fuoco e furia” contro Pyongyang.  Inutile il tentativo di Pechino di mettere in guardia gli Usa dai rischi della retorica in una situazione “altamente complicata e sensibile”. “Ci auguriamo – diceva una nota del ministero degli Esteri – che tutte le parti parlino con cautela e si muovano con prudenza, evitando un’escalation della tensione”.

Gli Stati Uniti hanno infatti risposto lanciando un segnale inequivocabile. Il capo del Pentagono ha infatti affermato: “La Corea del Nord dovrebbe mettere fine alle azioni che potrebbero portare a una fine del suo regime e alla distruzione della sua gente”. Il capo del Pentagono ha poi aggiunto che si sta “lavorando a una soluzione diplomatica” precisando, però, che Pyongyang “perderebbe” qualunque conflitto se venisse iniziato.

Ferma la replica della Corea del Nord, la quale ha fatto sapere che completerà il piano per attaccare le acque vicine a Guam per metà agosto, “poi attenderà l’ordine del comandante in capo”. Le forze armate della Corea del Nord definiscono la minaccia di Trump “un mucchio di sciocchezze”. Per Pyongyang “solo la forza assoluta” può convincere il presidente americano.

La Corea del Nord ha anticipato, inoltre, che sta “seriamente” valutando l’uso “in contemporanea” di quattro missili a raggio intermedio Hwasong-12 per colpire gli asset strategici di Marina e Aeronautica americane. Il dispaccio in inglese della Kcna traccia la rotta dei missili che attraverseranno il cielo delle prefetture giapponesi di Shimane, Hiroshima e Koichi per coprire la traiettoria verso sud di “3.356,7 chilometri in 1.065 secondi (quasi 18 minuti, ndr) prima di atterrare nei 30-40 km da Guam”.

La Corea del Sud, da parte sua, ha promesso una “forte e risoluta reazione” agli attacchi del Nord, insieme agli alleati, Usa in testa. Il colonnello Roh Jae-cheon, portavoce del Comando di stato maggiore congiunto, ha assicurato infatti che, grazie al solido combinato militare Washington-Seul, “siamo assolutamente pronti a reagire con decisione a ogni provocazione del Nord”. In risposta proprio al piano d’attacco a Guam, Roh ha quindi detto che la minaccia di Pyongyang è “una sfida seria”, anche se non sono state rilevate attività militari inconsuete al Nord.

Il Giappone, intanto, ha fatto sapere di essere in condizione di intercettare e abbattere i missili verso Guam: lo ha detto in Parlamento il neo ministro della Difesa, Itsunori Onodera. Tokyo, ha assicurato il portavoce del governo, terrà la massima vigilanza sulla vicenda perché “non possiamo tollerare un così chiaro atto provocatorio per la sicurezza della regione e della comunità internazionale”.

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