Carinaro

Pd Carinaro, Biagio Masi: “Il comitato Dell’Aprovitola nega la realtà dei fatti”

A Carinaro in questa torrida estate c’è chi, investito dai colpi del solleone e dalla insopportabile afa, sognando ad occhi aperti, sembra addirittura caduto in uno stato di vero delirio. Mi riferisco ai componenti del comitato elettorale di Dell’Aprovitola che, tramortiti dalla notizia della decisione numero 36 del 3 agosto 2017 della Commissione Regionale di Garanzia del Pd, con cui è stato annullato il congresso del circolo di Carinaro, sognano ad occhi aperti di avere ancora un segretario ed un direttivo di circolo eletti democraticamente, e, in preda al delirio, continuano nei loro comunicati a firmarsi con l’etichetta di organi ancora in carica. Colpa del solleone o della brutta notizia ricevuta? Forse di entrambe!

La Commissione Regionale di controllo del Pd ha infatti annullato il congresso del circolo di Carinaro per gravi irregolarità, come ad esempio l’assenza ai lavori congressuali di un garante provinciale, la cui presenza è prevista dallo Statuto e ed era particolarmente necessaria nella celebrazione di un congresso in un circolo in cui per tre anni erano stati commessi, per colpa di un gruppo ben definito del partito, ripetuti abusi e addirittura violenze fisiche e morali. Così pure per il mancato rispetto della quota rosa.

Inoltre, sul falso numero degli aventi diritto al voto congressuale, la Commissione Regionale non ha inteso intervenire, sol perché esso era stato certificato dal commissario provinciale in occasione delle Primarie nazionali. Metterlo in discussione ora, significava “sputtanare” l’operato del senatore Mirabelli, luogotenente di Renzi in provincia di Caserta.

Al di là dei sogni di mezza estate e delle farneticanti dichiarazioni che sono seguite sull’annullamento, la sola certezza è che i locali del circolo di piazza Trieste sono tornati ad essere, come da 3 anni, il luogo di svago, di pettegolezzi e di chiacchiere dei sostenitori, per interessi personali, della signora Dell’Aprovitola.

Qualunque sarà la decisione della Commissione Nazionale di garanzia, sulla vita del Pd di Carinaro pesano come un macigno le violenze e gli abusi commessi per oltre tre anni da parte di coloro che oggi credono di rappresentare il Pd del paese, come il rifiuto di dare la tessera alle tante persone già iscritte e presenti alle operazioni di tesseramento, tra cui il sottoscritto e Mario Masi, che circa 20 anni prima, era stato il vero promotore del centro sinistra di Carinaro.

L’annullamento del congresso è stato un fatto eclatante: mai nella storia dei partiti di Carinaro è successo che un congresso, dopo essere stato celebrato, sia stato annullato per tutta una serie di abusi, gli stessi che da 3 anni commettono proprio quelli che si riempiono la bocca di avere la legalità come loro unico riferimento ; un congresso nel quale non c’è stato un vero dibattito, non è stata enunciata neppure una  traccia di linea programmatica, non c’è stata una regolare votazione e nel quale è stato nominato un direttivo formato da parenti e dalla gran parte degli stessi consiglieri comunali.

Di fronte a questi fatti incontestabili e di fronte ad un inequivocabile verdetto di annullamento da parte di un organo regionale di garanzia del partito, il comitato di Dell’Aprovitola, per distrarre l’attenzione dei cittadini, riecheggia il passato, alterandone la memoria. 

Con un linguaggio poco chiaro e discutibile sul piano morfo-sintattico, viene ricordata la passata situazione di Mario sindaco e Biagio segretario. A prescindere che queste cose vengono dette proprio da chi in quegli anni faceva a cazzotti per entrare nella liste di Mario Masi o nei direttivi sezionali di Biagio Masi, mi vedo costretto a ricordare che Mario Masi, se è stato più volte sindaco, è stato soltanto perchè sempre democraticamente candidato ed ancor più democraticamente eletto con grande consenso, il più alto della storia di Carinaro.

Per quel che mi riguarda, invece, sono stato segretario del Pd per due volte, scelto con voto unanime e candidato liberamente, cioè senza mai impedire agli altri di proporre la loro candidatura. Ciò vuol dire che al sottoscritto si riconosceva un minimo di intelligenza politica, dinamismo e radicamento sul territorio.

Sul mancato rispetto della quota rosa durante i sei anni delle mie segreterie nel Pd, devo ricordare non solo che i direttivi da me presieduti erano composti e condivisi in modo unitario da tutte le componenti del partito, diversamente da quel che succede oggi nel circolo di Carinaro, ma che all’epoca c’era scarsa attenzione sul rispetto della quota-rosa, oltre al fatto che era anche difficile trovare donne disponibili ad impegnarsi in politica. Oggi, invece, sulla base dell’acquisita consapevolezza dell’importanza delle pari opportunità, il rispetto delle regole è diventato ineludibile, come risulta anche dall’obbligo, imposto dalla legge, sull’alternanza di genere nella formazione delle liste negli enti locali.

Non ho mai chiesto la segreteria del partito in cambio dell’appoggio all’amministrazione che governa Carinaro; oltre tutto nessuno ha mai promosso incontri per tentare una riconciliazione tra le componenti del partito. Nel corso dei mie anni di segretario di partito (anche quando ero nella Dc) non ho mai tratto alcun beneficio personale dalla carica di segretario di partito; ho solo profuso impegno e sacrifici per cercare voti a favore del partito in cui militavo e spesso ci ho rimesso anche qualche soldo dalla mia tasca per le iniziative di propaganda che mettevo in campo.

Riconoscere la figura di segretario ad un qualsiasi nome della componente nella quale mi rivedo, avrebbe soltanto il significato di avere una garanzia politica sul controllo dell’operato di quella parte del Pd presente nell’attuale Amministrazione, che, come si ricorderà, è nata fuori dal partito, senza l’approvazione degli organi sezionali e dello stesso segretario cui lo statuto riconosce il potere di indicare la linea politica per la sua nascita.

Ci fu invece chi preferì far nascere l’amministrazione, un’ammucchiata eterogenea e contraddittoria, creata all’ultimo momento solo per la voglia di vincere e per realizzare alcuni precisi e forti interessi imprenditoriali e speculativi, in un luogo privato, nel cosiddetto “acquario”, all’ora di stretta pertinenza della famiglia di Dell’Aprovitola!

A fronte di tali divisioni, ed in assenza di un vero ed autentico chiarimento di carattere politico, che passa innanzitutto attraverso il giudizio su quel che è accaduto in questi passati tre anni e mezzo, il partito non potrà avere un futuro roseo, sia perché  sarà privo dell’appoggio di una parte importante dei democratici di Carinaro e sia perché i responsabili di scelte scellerate e dei persistenti abusi ed illegittimità, non hanno neppure l’umiltà di riconoscere i propri errori. La storia dei prossimi anni darà la conferma delle nostre pessimistiche previsioni!

Biagio Masi, già segretario Pd Carinaro

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