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Migranti, i vescovi con Minniti: “Si rispetti la legge, nessun pretesto agli scafisti”

Italia spaccata sul tema migranti. La Cei si schiera con il ministro Minniti e ribadisce “il più netto rifiuto contro ogni forma di schiavitù moderna davanti alla piaga aberrante della tratta di esseri umani”. Ma al tempo stesso rivendica “la necessità di un’etica della responsabilità e del rispetto della legge”. Il presidente dei vescovi Gualtiero Bassetti infatti spiega: “Non possiamo rischiare di fornire il pretesto di collaborare con gli scafisti”.

“Ribadisco ancora oggi, di fronte alla ‘piaga aberrante’ della tratta di esseri umani, come l’ha definita Papa Francesco, il più netto rifiuto a ogni ‘forma di schiavitù moderna’. Ma rivendico, con altrettanto vigore, la necessità di un’etica della responsabilità e del rispetto della legge”, ha quindi aggiunto il presidente della Cei, con indiretto ma chiaro riferimento alla questione riguardante le Ong.

La Cei invita al rispetto delle regole per non fornire alibi agli scafisti, ma non tutti sono sulla stessa linea come il padre eritreo, candidato al Nobel per la Pace nel 2015, Mussie Zerai, che è stato coinvolto in un’indagine della Procura di Trapani. “Minniti sa benissimo qual è la situazione in Libia, quindi si assume la responsabilità di tutto quello che sta succedendo, gli abusi i maltrattamenti e le torture che avvengono nei centri di detenzione in Libia”, ha affermato.

Agli scafisti interessa “incassare i soldi e poi liberarsi di quelle persone per far posto ad altre. Ho il timore di essere stato strumentalizzato, ma non posso far altro che provare a salvare le vite di chi mi chiama”. “Ho sempre agito nella legalità. Non ho mai ricevuto chiamate dagli scafisti. Ricevo solo chiamate dai migranti in difficoltà, a quel punto chiamo la Guardia Costiera italiana e libica per far partire i soccorsi”, ha aggiunto Zerai.

Intanto un altro tentativo di migrazione irregolare verso l’Italia è stato fermato da parte delle autorità tunisine, che hanno intercettato al largo di El Karine, nel governatorato di Medenine, 9 giovani tunisini, a bordo di un imbarcazione, intenzionati a raggiungere illegalmente le coste italiane. Lo ha reso noto il ministero dell’Interno di Tunisi precisando che il pubblico ministero ha disposto la convalida dello stato di arresto per 7 delle 9 persone fermate.

“In questi giorni i sindaci della Lega, in Lombardia, hanno emanato un’ordinanza che prevede sanzioni fino a 5.000 euro per quei soggetti privati che non comunicano la partecipazione ai bandi delle prefetture per l’accoglienza degli immigrati richiedenti asilo”. Lo dichiara in una nota Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda. “Le leggi sono chiare, i sindaci sono autorità sanitarie locali e autorità di pubblica sicurezza. E’ impensabile che prefetti e privati li scavalchino sistematicamente scaricando sui Comuni centinaia di persone che, dopo pochi mesi, andranno a bussare alla porta del sindaco per chiedere assistenza”.

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