Frignano - Villa di Briano

Frignano, un cittadino analizza l’acqua per irrigare i campi: metalli pesanti ben oltre il limite

Verso la metà del mese di giugno del 2017 l’acqua ad uso irriguo è finalmente arrivata anche ai terreni agricoli del Comune di Frignano collocati a Nord dell’asse viario Nola-Villa Literno. Peccato che ad attendere gli ignari agricoltori della zona, che in questo periodo stanno facendo massiccio consumo di acqua sia a scorrimento che a pioggia, c’è un’altra amara e devastante scoperta: la presenza di notevoli quantitativi di metalli pesanti nell’acqua fornita dal Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno per l’uso irriguo.

Questo è quanto ha scoperto un cittadino di Frignano che, attento alla qualità dei prodotti agricoli che porta a tavola e alla loro incidenza sulla salute, ha fatto analizzare l’acqua che utilizza per l’irrigazione delle proprie coltivazioni. Quest’ultimo, dopo aver contattato un laboratorio di analisi chimico agrarie e microbiologiche, ha fatto eseguire per ben due volte, a distanza di circa venti giorni l’una dall’altra, l’esame chimico su un campione di acqua prelevata dalle cosiddette “bocchette” collocate sull’impianto realizzato dal Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno per l’irrigazione delle coltivazioni agricole sul proprio terreno.

Ciò che è emerso dalle analisi chimiche è a dir poco sconcertante. Diversi metalli pesanti idonei a mettere in serio pericolo la salute dei cittadini, nonché ad inquinare i terreni e le falde acquifere già compromesse. In particolare, i valori di alcuni metalli pesanti superano addirittura di cinque volte i limiti previsti dalla legge (quale il cadmio), mentre altri superano i predetti limiti di ben tre volte (come il cromo). Chissà quali risultati potrebbero portarci anche gli esami microbiologici.

“L’ironia – spiega il cittadino che ha effettuato le analisi – è che paghiamo al Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno delle quote fisse e delle quote di esercizio per l’uso irriguo per essere avvelenati nella totale indifferenza delle istituzioni. Ebbene, dopo i fatti di cronaca degli ultimi anni che hanno messo in luce lo stato di devastazione a cui è stato sottoposto la maggior parte del nostro territorio da gente senza scrupoli, ci si sarebbe aspettati dalle varie istituzioni delle forme di controllo puntuali ed incisive miranti a salvaguardare quel poco che resta di incontaminato nelle nostre zone, anche solo per tranquillizzare i cittadini circa le attenzioni dello Stato verso il risanamento dell’ambiente e, quindi, della salute pubblica. Invece, ancora una volta dobbiamo prendere atto dello stato di abbandono in cui ci hanno lasciato e di quanto poco conta la tutela dell’ambiente e la salute pubblica”.

“Ormai – conclude – non è più tollerabile la sistematica indifferenza delle istituzioni verso le tematiche collegate all’inquinamento ambientale. Quindi, auspichiamo che gli organi competenti si attivino tempestivamente per verificare la correttezza dei dati riscontrati”.

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