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Corea del Nord, missile poteva raggiungere 5mila km. Cina: “No soluzione militare”

Il missile balistico nordcoreano che martedì ha sorvolato il Giappone finendo poi nel Pacifico è stato lanciato a metà della sua gittata potenziale. E’ l’ultima ipotesi dei militari sudcoreani sulla vicenda. Il vettore Hwasong-12 a medio raggio è partito con un angolo definito “normale” e, malgrado la potenza ridotta, ha seguito la traiettoria di circa 2.700 chilometri con un’altitudine massima di 550 chilometri. Il potenziale sarebbe di 5.000 chilometri.

La Corea del Nord respinge “con decisione” la condanna del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul missile Hwasong-12 lanciato martedì che “sfacciatamente” non tiene conto del “diritto all’autodifesa di uno Stato sovrano”. Un portavoce del ministero degli Esteri, attraverso la Kcna, punta il dito contro gli Usa osservando che il missile è solo “un assaggio” delle risposte alle manovre congiunte Ulji Freedom Guardian tra Seul e Washington e un significativo preludio contro Guam, “la base di prima linea per l’invasione”.

“C’è la possibilità di provocazioni strategiche, inclusi i lanci aggiuntivi di missili balistici e un sesto test nucleare”, evidenzia il rapporto stilato a Seul, rinnovando i timori sull’imprevedibilità di Pyongyang. Il tutto allo scopo di “mostrare i miglioramenti nelle capacità sul fronte delle testate nucleari e dei relativi strumenti di consegna”. Il Nord, ricorda l’agenzia Yonhap, resta sempre pronto a effettuare la detonazione di un ordigno atomico in ogni momento al sito dei test nucleari di Punggye-ri.

Più che i potenziali 5.000 km che avrebbe potuto raggiungere il missile a medio raggio Hwasong-12 lanciato martedì, il nodo sulla pericolosità dei vettori della Corea del Nord poggia sulla capacità di rientro in atmosfera il cui giudizio è al momento “prematuro”.

Illustrando un rapporto dettagliato sull’ultima intemperanza di Pyongyang, il vice ministro della Difesa sudcoreano Suh Choo-suk ha spiegato in un’audizione parlamentare che “è necessaria un’attenta analisi sul punto” aggiungendo di ritenere basate su “speculazioni” le ricostruzioni di media secondo cui il missile di Pyongyang si sarebbe spezzato in tre pezzi, quale fallimento della parte finale del test.

La Cina non permetterà mai la guerra o il caos alle sue porte, assicurando che “le soluzioni militari non sono un’opzione”. Lo ha affermato il portavoce del ministero della Difesa Ren Guoqiang nel briefing mensile sulle vicende turbolente legate alla penisola coreana. “Abbiamo sempre sostenuto la soluzione dei problemi con il dialogo e il confronto”, ha aggiunto.

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