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Morbillo, 401 casi a giugno: +370% rispetto allo scorso anno

Sono stati 401 i casi di morbillo registrati in Italia a giugno di quest’anno, con un aumento del 370% rispetto allo stesso periodo del 2016, quando furono individuate 85 infezioni. Salgono così a 3500 i contagi segnalati da inizio anno, nel 35% dei quali è stata osservata almeno una complicanza.

Ciò emerge dal bollettino dell’Istituto superiore di sanità, in cui si precisa che l’89% dei contagiati non era vaccinato e il 6% vaccinato con una sola dose.

Il 41% di chi ha contratto il morbillo è stato ricoverato e il 22% ha fatto ricorso al pronto soccorso. Il 56% dei casi è stato registrato tra 15 e 39 anni, mentre il 6% (ben 210 casi) ha riguardato bimbi sotto l’anno di vita, i quali rappresentano la fascia più a rischio e quelli che ancora non possono essere vaccinati.

Registrati anche 255 casi fra gli operatori sanitari, i quali rischiano più di chiunque altro di trasmettere la malattia a persone immunodepresse.

Scrutando la “mappa” dei casi, il primato resta del Lazio, a quota 1.155 infezioni registrate, che continua a staccare le altre Regioni. Seguono infatti il Piemontefermo a 599 casi, la Lombardia salita a 551 e la Toscana (344).

La fascia d’età più colpita resta quella fra i 15 e i 39 anni (56% dei casi), mentre l’età media dei pazienti è 27 anni. Due i morti: il bambino leucemico in cura all’ospedale San Gerardo di Monza e la bimba con cromosomopatia deceduta al Bambino Gesù di Roma.

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