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Carinaro, Masi: “Il Pd verso un lento e inesorabile declino”

La recente nota della neo segretaria del Pd di Carinaro sulla “nuova e buona politica” del suo partito meriterebbe, per i suoi contenuti e per i velenosi toni, una replica a “muso duro”. Non raccolgo però la provocazione, per non tradire la mia promessa di giudicare i suoi atti politici libero da pregiudizi e senza riserve mentali.

Tuttavia, non posso non esprimere la mia delusione per il fatto che non abbia trovato il tempo per spendere una sola parola di commento sui tanti episodi di “mala politica” vissuti negli ultimi tre anni nel Pd di Carinaro, dei quali si sono resi responsabili proprio quelli che hanno sostenuto la sua nomina. Mi riferisco in particolare a tutti quei casi di vergognosa prepotenza messa in atto nel circolo in occasione delle varie campagne di tesseramento.

Neanche sull’assemblea congressuale, nella quale è stata nominata segretaria,  si è spesa granché; una riunione ad una sola voce, davanti a pochi intimi, senza la presenza di un garante provinciale e senza un vero dibattito ; un’assemblea in cui era stato nominato  un direttivo di comodo, “arricchito” dalle solite facce e con dentro addirittura gli stessi consiglieri comunali.

Se per lei tutte queste vicende sono atti di “buona politica”, libera di pensarlo. Sia sicura, però, che la gente di Carinaro ha provato un grande disgusto per quanto accaduto, sia perché si trattava di episodi mai successi nella storia politica del paese, e sia perché a compierli era stato il marito della sindaca, spalleggiato dagli attuali consiglieri comunali del Pd.  Ancora più grave poi è stato ritenere le mie segnalazioni sugli atti di “mala politica” come il frutto di una polemica sterile, creata da una persona in preda al rancore nei confronti dell’Amministrazione.

Ho da tempo ribadito che non provo alcun rancore nei confronti dell’Amministrazione, anche perché ho scelto con convinzione di non candidami per contribuire al rinnovamento della classe politica locale. Non ho votato questa Amministrazione perché essa era nata sui rancori personali e su presupposti che non avevano niente a che fare con la politica e continuo a non apprezzarla per i criticabili metodi di gestione e per i deludenti risultati ottenuti.

Non ho deciso però di portare il mio cervello in soffitta, per cui, da uomo libero, mi sento in diritto di esprimere sempre il mio pensiero sui fatti della politica che accadono a Carinaro, un paese al quale ho dedicato tutta la mia vita.

Con la franchezza di sempre perciò non ho difficoltà a dire che non ho apprezzato che la segretaria, nel ripercorrere la vicenda riguardante il mio ultimo mancato tesseramento al partito, non abbia avuto la piena onestà intellettuale di ricostruirla per come essa era realmente accaduta. Nel febbraio scorso lasciai la riunione sul tesseramento per esprimere una forte protesta nei confronti del Commissario che, da me appositamente interpellato, aveva sostenuto che la mia domanda di tessera era da considerare non come domanda di rinnovo, ma come domanda di “nuova adesione”, uguale a quella di chi la tessera non l’aveva mai avuta.

Con cocciuta fermezza il Commissario non volle tener conto che, se l’anno prima non avevo ritirato la tessera, era solo perchè alcuni  prepotenti, tra i quali anche gli attuali consiglieri del Pd, sbarrando la porta, mi avevano impedito di poterla ritirare. Oltre tutto, la tessera non fu rinnovata neppure a tante persone presenti che, proprio perché già iscritte nel 2015, ne avevano il sacrosanto diritto.

Il tesseramento per il 2015 era stato convalidato proprio alla vigilia del tesseramento 2016, tanto è vero che il Commissario durante le operazioni di tesseramento pubblicamente informava che, per le poche tessere disponibili, avrebbe dato la precedenza ai rinnovi, cosa che peraltro neppure fece. Sembra strano che il segretario non se ne ricordi!

Come si vede, non basta la presenza di un senatore/commissario per garantire la correttezza delle operazioni del tesseramento, tra l’altro da lui annunciate solo 24 ore prima a mezzo di un minuscolo avviso affisso sulla porta del circolo e limitate a sole due ore; un tesseramento nel quale fu consentito addirittura di dare la tessera a chi non si era neppure fisicamente presentato per ritirarla! Anche questi sono da annoverare tra gli atti della “buona politica” di questo nuovo Pd?

La “buona politica” si alimenta di atti e comportamenti dei quali la coerenza, l’onestà intellettuale e la disponibilità al dialogo con tutti siano segni inequivocabili e non frasi di circostanza. Chi vuole dimostrare di essere completamente nuovo, apra immediatamente una grande discussione sull’attuale stato dei democratici di Carinaro e sulle ragioni che hanno determinato la grave spaccatura. Lo faccia però ponendosi in posizione di assoluta imparzialità. L’analisi franca e serena su quel che è successo negli ultimi tre anni sarà non solo un contributo ad accertare le responsabilità politiche di quello che è successo, ma diventerà anche un aiuto affinché eventuali errori non abbiano a ripetersi.

Chi vorrà fare questo, dimostrerà di voler contribuire al rilancio del partito. Diversamente, sarà soltanto il megafono della vecchia politica dei suoi amici! Mostrare i muscoli o esibire l’arroganza del potere, significa mettere la testa sotto la sabbia e non capire che così il partito si avvia ad un lento ed inesorabile declino. Sta succedendo al partito nazionale, succederà anche a Carinaro. E quando la gente se ne va, difficilmente torna indietro.

A Carinaro il conto alla rovescia è già cominciato! Buon lavoro ancora, segretario. Non voglio assolutamente disturbare le sue certezze sulla “nuova e buona politica” del Pd di Carinaro, sulle quali, le assicuro, non vorrò più tornare. 

Mario Masi

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