Aversa

Aversa, Bisceglia chiarisce: “Ho lasciato l’aula perché offeso e bistrattato”

“Sono stato offeso e bistrattato per questo ho deciso di abbandonare l’aula”. Queste le parole a caldo del presidente del Consiglio comunale, Augusto Bisceglia, a margine della seduta di stamani, conclusasi tra le polemiche per la mancata discussione dell’ordine del giorno relativo all’inchiesta “The Queen” (leggi qui).

“Sono mesi che i consiglieri comunali di minoranza, invece di pensare alla discussione politica ed al bene della città, puntano solo a ingiuriare la mia persona. Per questo motivo ho deciso di abbandonare l’aula. Ringrazio anche i consiglieri comunali di maggioranza che per solidarietà alla mia persona hanno abbandonato il consiglio comunale”.

Bisceglia, in particolare, si dichiara dispiaciuto dal fatto che i consiglieri del gruppo di ‘Noi Aversani’ e Mario Tozzi non abbiano lasciato l’aula, a differenza del resto della maggioranza, anzi che si siano anche astenuti dalla votazione di inversione dell’ordine del giorno, chiesta dalla minoranza, che consentiva di poter discutere dell’argomento “The Queen” già in apertura di seduta. Votazione poi rivelatasi inutile poiché la maggioranza, abbandonando l’aula, seguita poi da Bisceglia, ha fatto mancare il numero legale.

“Probabilmente questa scelta di non supportare il presidente del consiglio è derivata dalle ambizioni di chi avrebbe voluto essere stato eletto alla guida del Civico consesso”, commenta Bisceglia, che si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

Intanto, i consiglieri di maggioranza Francesco Di Virgilio, Renato Oliva, Stefano di Grazia, Francesco Di Palma, Domenico Palmieri, Michele Galluccio, Danila De Cristofaro, Raffaele De Gaetano, Daniele Paolo Sbano, Isidoro Orabona, in una nota, chiariscono: “I consiglieri di maggioranza, tranne alcuni e non se ne è capito il motivo, hanno inteso abbandonare l’aula per le offese gravi ed ingiustificate rivolte al presidente del Consiglio Augusto Bisceglia. C’è stato un intervento del sindaco Enrico de Cristofaro molto sentito a difesa del presidente nel corso del quale ha inteso stigmatizzare l’irriverente comportamento della minoranza nei confronti di un uomo che al di là del suo corretto comportamento, insieme al consiglio comunale, ha subito un grave danno d’immagine quale attento supervisore superpartes nel condurre i lavori del consiglio”.

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