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Corruzione all’Agenzia delle Entrate: 12 arresti tra Campania e Lazio

I carabinieri del nucleo investigativo di Caserta, coordinati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito, tra le province di Caserta, Napoli e Frosinone, 12 misure cautelari nei confronti di dipendenti pubblici in servizio all’Agenzia delle Entrate: 3 custodie in carcere, 2 agli arresti domiciliari, 4 divieti di dimora e 3 divieti temporanei di esercitare attività professionali.

L’indagine ha permesso di scoprire un sistema corruttivo posto in essere dal capo ufficio e da alcuni impiegati della Conservatoria di Santa Maria Capua Vetere che, in cambio di denaro, fornivano ai richiedenti certificazioni senza il versamento della relativa imposta di bollo ed il passaggio per l’apposito sportello della ricezione pubblico.

Numerosi i professionisti coinvolti (avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, geometri, visurist, ed impiegati presso studi notarili) delle Regioni Campania e Lazio.

Le indagini, svolte dai carabinieri e coordinate da questa Procura, sono state condotte in stretta collaborazione con la Direzione Centrale Audit dell’Agenzia delle Entrate di Roma anche a seguito di alcune irregolarità registrate da quell’Ufficio. Da una prima attività istruttoria svolta analizzando le richieste di ispezioni ipotecarie effettuate in un arco temporale ridotto da alcuni dipendenti dell’Ufficio di Santa Maria Capua Vetere, è stato riscontrato un numero sproporzionato di visure ad “uso ufficiò” ed “esenti” rispetto al totale di quelle eseguite regolarmente, situazione questa alquanto anomala.

Il complesso delle investigazioni, avvenute a mezzo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché con l’utilizzo di video riprese e di riscontri documentali ha permesso di disvelare l’esistenza di un vero e proprio sistema criminale consistente nel fornire, in cambio di denaro, certificazioni ispezioni/ visure ipotecarie, in violazione delle procedure previste dalla normativa vigente, ovvero il richiedente otteneva senza il versamento della relativa imposta di bollo e senza passare per l’apposito sportello per la ricezione del pubblico, la documentazione richiesta.

Tale sistema era così ben consolidato che raramente gli impiegati corrotti si vedevano costretti a chiedere esplicitamente l’illecito pagamento, essendo ormai divenuta prassi il versamento “in nero” della quota relativa alla prestazione fornita.

Le attività di indagine hanno permesso di accertare un introito mensile “in nero” da parte dei suddetti dipendenti pubblici di migliaia di euro e un analogo risparmio da parte dei professionisti che richiedevano la documentazione. Tale circostanza trova peraltro conferma nel fatto che lo stesso capo ufficio, nel corso di una conversazione intercettata, riferisce al collega come, grazie a questi introiti extra, riesca a pagare il proprio mutuo.

L’indagine ha permesso, inoltre, di accertare come gli indagati abbiano posto in essere le citate condotte illecite utilizzando tecniche diverse tra loro, hi particolare è emerso che alcuni alteravano le certificazioni cancellando con il liquido correttore le sigle dell’operatore e la dicitura “uso ufficio” o “esente” (automaticamente generata dal sistema per tutte le richieste che non prevedono versamenti delle tasse ipotecarie), rendendole così fruibili in tutte le procedure amministrative e giudiziarie. Altri, invece, riproducevano le immagini delle pagine dei registri riportanti i dati d’interesse, trasmettendole poi via mail o attraverso il telefono cellulare.

In altri casi si è acclarato come uno degli indagati abbia prodotto della documentazione ad hoc, riproducendo false richieste da parte delle Forze di Polizia per giustificare l’accesso ai sistemi telematici e la stampa di certificati “esenti” riguardanti immobili ubicati anche in altre province del territorio nazionale, privandole, quindi, del protocollo informatico e della data.

La mole di documentazione acquisita, supportata dalie intercettazioni delle comunicazioni, ha evidenziato un ingente numero di episodi criminali in cui sono coinvolti anche importanti professionisti operanti sia in Campania, sia nel Lazio (complessivamente 23 persone, tra cui figurano avvocati, visuristi, geometri, ingegneri, commercialisti e dipendenti di studi notarili), i quali hanno usufruito degli illeciti servizi effettuati dei dipendenti pubblici corrotti.

Il complesso investigativo si è svolto anche grazie ad una costante interlocuzione con i vertici dell’Ente Pubblico, che aveva effettuato la denuncia alla Procura e che si è sviluppata in utili informazioni circa il funzionamento dei complessi meccanismi che regolano il lavoro della Conservatoria dei Beni Immobiliari ed in merito alle modalità con cui gli impiegati infedeli potessero far strumentalizzare le funzioni svolte per perseguire un tornaconto personale.

IN ALTO IL VIDEO DELLE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI, SOTTO I NOMI DEGLI ARRESTATI

Custodia cautelare in carcere

  1. Graziano Castaldo, nato a Riardo il 21.12.1960
  2. Andrea Ventriglia, nato a Macerata Campania il 22.07.1955
  3. Raffaele Gagliardi, nato a Macerata Campania il 08.07.1953

Arresti domiciliari

  1. Nunzio Di Fuccia, nato Marcianise il 13.07.1961
  2. Gennaro Marletta, nato ad Arienzo il 19.05.1951

Divieto di dimora nella provincia di Caserta

  1. Mirella Funiciello, nata a Santa Maria Capua Vetere il 13.05.1968
  2. Giorgio Perfetto, nato a Caserta il 15.01.1974
  3. Grazia Caserta, nata a Giugliano in Campania il 10.04.1956
  4. Igino Cappabianca, nato a Capua il 31.03.1967

Divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale

  1. Massimo De Santis nato a Napoli il 16.10.1962
  2. Giovanni Carrella, nato a Palma Campania il 18.06.1967
  3. Giovanni Traettino, nato a Napoli il 28.11.1984

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