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Stato-mafia, il boss Graviano accusa Berlusconi. Ghedini: “Solite infamie pre-elettorali”

“Berlusca mi chiese questa cortesia”, ma poi “pigliò le distanze e ha fatto il traditore”. A parlare è il boss di Cosa Nostra Giuseppe Graviano, intercettato tra il febbraio 2016 e l’aprile 2017 tramite delle microspie mentre parla nel carcere di Ascoli Piceno con il codetenuto Umberto Adinolfi. Gli stralci di conversazione sono parte del materiale depositato dai pm di Palermo titolari dell’accusa al processo sulla trattativa Stato-mafia.

Graviano attacca il leader di Forza Italia, colpevole di averlo tradito e abbandonato, minacciando di fargli “fare la mala vecchiaia”: “Berlusconi quando ha iniziato negli anni ’70 ha iniziato con i piedi giusti, mettiamoci la fortuna che si è ritrovato ad essere quello che è. Quando lui si è ritrovato un partito così nel ’94 si è ubriacato e ha detto ‘Non posso dividere quello che ho con chi mi ha aiutato’. Pigliò le distanze e ha fatto il traditore”. E continua, secondo i pm di Palermo, sempre contro Berlusconi: “Tu lo sai che mi sono fatto 24 anni, ho la famiglia distrutta … alle buttane glieli dà i soldi ogni mese. Io ti ho aspettato fino adesso …e tu mi stai facendo morire in galera senza che io abbia fatto niente”.

Ghedini: “Solite notizie infamanti prima del voto” – “Dalle intercettazioni ambientali di Giuseppe Graviano, depositate dalla Procura di Palermo, composte da migliaia di pagine, corrispondenti a centinaia di ore di captazioni, vengono enucleate poche parole decontestualizzate che si riferirebbero a Berlusconi. – scrive in una nota l’avvocato Niccolò Ghedini, senatore di Forza Italia – Tale interpretazione è destituita di ogni fondamento non avendo mai avuto alcun contatto il Presidente Berlusconi né diretto né indiretto con il signor Graviano. Ogni illazione in proposito troverà adeguata risposta nelle sedi competenti”.

Ghedini aggiunge anche che “è doveroso osservare come ogni qual volta il presidente Berlusconi sia particolarmente impegnato in momenti delicati della vita politica italiana e ancor più quando si sia nella imminenza di scadenze elettorali, si vota domenica in oltre 1000 comuni, appaiano nei suoi confronti notizie infamanti che a distanza di tempo si rivelano puntualmente infondate ed inesistenti ma nel frattempo raggiungono lo scopo voluto”.

“Le stragi del ’93 non furono di Cosa nostra” – “Nel ’93 ci sono state altre stragi, ma non era la mafia”, dice ancora Graviano al compagno di cella. Graviano spiegava che “allora il governo ha deciso di allentare il 41 bis”, e poi “hanno levato pure i 450”, cioè la revoca del carcere duro per 450 mafiosi.

“Sono innocente” – Da febbraio del 2016 ad aprile del 2017 Graviano è stato ascoltato dalle microspie. Per i pm le intercettazioni sono rilevanti ai fini del processo. Nonostante le accuse, il boss palermitano ha sempre rivendicato la sua innocenza: “Io mi ritrovo con tutti questi ergastoli senza aver fatto nulla perché io non ho mai fatto un reato nella mia vita”.

“Ho messo incinta mia moglie in carcere” – Nella chiacchierata con Adinolfi, Graviano rivela di aver messo incinta la moglie all’interno della struttura di reclusione: “Dormivamo nella cella assieme. Vedi che fare il figlio in carcere, questo per me è stato un miracolo”. Graviano parla con Adinolfi anche della moglie: “Lei aveva 25 anni. Gli ho detto ‘vatti a fare una vita, lasciami e dimenticati di me. Devi creare una famiglia’. Abbiamo passato più di dieci anni insieme, belli, però basta. Lo sai che mi ha risposto? ‘Noi due possiamo andare a vivere sotto terra. A me non interessa niente. Io ci sto bene sotto terra’”.

Le bombe di Milano del ’93 – Graviano torna poi a parlare della reazione dell’allora premier Ciampi alle bombe di Milano del luglio 1993: “Quella notte si sono spaventati, temevano il colpo di Stato e lui (il premier Ciampi, ndr) se n’è andato subito a palazzo Chigi assieme ai suoi vertici. Loro non volevano nemmeno resistere, avevano già deciso di non resistere al colpo di Stato”.

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