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Gran Bretagna al voto tra post-Brexit e incubo terrorismo

Funestato da due attacchi terroristici durante la campagna elettorale, il voto politico anticipato di giovedì deciderà chi darà forma al futuro della Gran Bretagna, che si prepara a uscire dall’Unione europea. La premier conservatrice Theresa May, che governa senza essere stata eletta dopo le dimissioni di David Cameron l’anno scorso, ha indetto il voto anticipato con tre anni d’anticipo dopo meno di un anno al governo.

Il voto determinerà chi negozierà il divorzio di Londra dalla Ue nei prossimi due anni e la forza del mandato del governo per i prossimi cinque anni. La nuova leadership inoltre dovrà fare i conti con la risposta al terrorismo dopo il massacro di sabato sera in un’area frequentatissima del centro di Londra, il terzo attacco jihadista nel Paese in meno di tre mesi.

Ci sono 650 collegi uninominali in tutto il Regno unito, e la maggioranza assoluta della Camera dei Comuni di Westminster è perciò composta di 326 deputati. Nel Parlamento uscente la May aveva una piccola maggioranza di 17 seggi e ha indetto il voto anticipato nella speranza di rafforzarla in vista dei colloqui sulla Brexit. Ogni collegio viene assegnato con il metodo del “first-past-the-post”: chi ha più voti diventa deputato. Nonostante il focus sui leader di partito, gli elettori non scelgono direttamente il premier, solo il loro deputato locale. Il Parlamento è eletto per cinque anni, quindi la prossima elezione dovrà tenersi al più tardi a giugno 2022.

Le urne sono aperte dalle 7 del mattino (le 8 in Italia) fino alle 22 (le 23 italiane) dell’8 giugno. I residenti di Gran Bretagna, Irlanda e Commonwealth con 18 anni o più possono votare, così come i cittadini britannici e irlandesi del Nordirlanda che vivono all’estero e si sono registrati per il voto entro gli ultimi 15 anni. I cittadini devono registrarsi per votare e il voto non è un obbligo.

I principali partiti in Gran Bretagna sono quello conservatore (centro-destra), guidato da May, e il laburista (sinistra), guidato da Jeremy Corbyn, seguiti dai liberal-democratici (centro-sinistra), dall’UK Independence Party (populista eurofobo) e dai verdi (sinistra). I nazionalisti scozzesi (sinistra), i nazionalisti gallesi del Plaid Cymru (sinistra) e quattro partiti nordirlandesi hanno ottenuto seggi nel Parlamento scaturito dalle elezioni politiche del 2015. I sondaggi dicono che i conservatori vinceranno, ma non e’ del tutto escluso che il Labour possa governare con il sostegno dei piccoli partiti di sinistra. Secondo i sondaggi le questioni chiave nel voto sono Brexit, terrorismo, servizio sanitario nazionale, immigrazione ed economia. Ci sono 3.303 candidati che hanno dovuto pagare 500 sterline ciascuno, rimborsate se ottengono il cinque per cento del voto.

Il conteggio dei voti comincerà immediatamente dopo la chiusura della urne e all’alba del 9 giugno il quadro del prossimo Parlamento dovrebbe essere sufficientemente chiaro. Appena possibile la regina Elisabetta II chiederà alla persona che ha più chances di diventare premier di formare un governo. Solitamente si tratta del capo del maggiore partito. Il Parlamento si riunisce il 13 giugno per il giuramento dei deputati e per l’elezione di un nuovo presidente. L’apertura ufficiale del Parlamento è lunedì 19 giugno, quando Elisabetta II leggerà il programma del governo per la prossima legislatura. I negoziati sulla Brexit dovrebbero iniziare quella settimana.

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