Carinaro

Carinaro, Pd verso congresso diviso. Torino lancia appello ai vertici provinciali

Sono passati oramai più di tre anni dalle elezioni amministrative. Da allora non c’è più un dialogo tra i vari pezzi del Pd carinarese, molto ha contribuito ad allontanare invece che unire. Il commissario, all’epoca designato della sezione, schierandosi apertamente da un lato ha contribuito a scavare solchi profondi invece che colmarli.

La storia l’abbiamo raccontata varie volte e voi tutti ne siete a conoscenza. Il sottoscritto si è prodigato instancabilmente di aprire un tavolo di confronto dove si potesse avviare un dialogo tra le parti.

Alcuni mesi fa riuscimmo anche ad incontrarci dietro mia insistenza, coinvolgendo anche il Senatore Mirabelli che ricopre il ruolo di commissario del Pd provinciale. Ci fu per l’occasione un timido incontro, mi augurai che forse i tempi erano maturi per intavolare finalmente una discussione vera ma ahimè mi sbagliai, da allora più nulla.

Con l’ultimo tesseramento avrei preferito che ci fosse stato un contatto per organizzare tutti insieme un evento così importante, sarebbe stato anche quello un’occasione per risederci ad un tavolo tutti insieme, così non fu e rammaricato ne presi atto. Dal tesseramento, che si svolse in un solo giorno, niente cambiò in termini di confronto o di un approccio da parte di tutti a reincontrarsi per cercare di stabilire almeno un percorso condiviso.

Ora, senza annoiarvi, domenica prossima, 11 giugno, è stato indetto il congresso della sezione del Pd di Carinaro. La mia domanda/riflessione che giro ai tanti militanti, tesserati, simpatizzanti e dirigenti del Pd: si può celebrare un congresso con una situazione così ambigua? Non si poteva fare uno sforzo per trovare una soluzione unitaria e celebrare un evento così importante invece di riservarlo solo ad una parte? Molti non parteciperanno.

A chi giova avere un Pd diviso? A nessuno. Specialmente e soprattutto al sindaco e a consiglieri del Pd di Carinaro. Chi è dirigente deve prendersi carico di queste situazioni e prodigarsi a riempire i solchi, non a renderli più profondi.

A chi serve un partito diviso? Serve agli avversari politici, a chi non ama il Pd, a chi non si rende conto del danno che si sta procurando, agli sciocchi, agli stupidi e ai presuntuosi della politica che ragionano solo in termini autoreferenziali e a chi pensa di essere dirigente e non lo è. Mi auguro che chi possieda orecchie per intendere intenda e che ci siano margini per riflettere.

Faccio ancora appello al commissario provinciale, senatore Mirabelli, agli europarlamentari, ai consiglieri regionali, agli onorevoli della provincia di Caserta di intervenire nella vicenda carinarese e fare in modo che si celebri un congresso con uno spirito unitario, presentandoci uniti nelle sfide che qui a poco vedranno protagonista il Partito Democratico.

Armando Torino

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