Aversa

Aversa, De Cristofaro e il processo “The Queen”: l’opposizione sigla “Il Patto del Dodici”

Aversa – Patto in pizzeria tra i consiglieri di opposizione al Comune di Aversa. I rappresentanti delle forze di minoranza, su impulso del capogruppo consiliare del Partito Democratico, Marco Villano, si sono incontrati in un noto ristorante-pizzeria aversano, il Dodici, nella serata di martedì, con l’intento di studiare la strategia che dovrà essere messa in campo per quanto riguarda la mancata costituzione in giudizio da parte dell’amministrazione comunale quale parte offesa nel procedimento penale “The Queen”, che vede coinvolto, come si ricorderà, lo stesso primo cittadino normanno Enrico De Cristofaro.

I consiglieri hanno partorito una richiesta di seduta apposita di Consiglio comunale nella quale si dovrebbe discutere la volontà o meno di costituzione in giudizio da parte dell’ente. Si tratta – hanno dichiarato i presenti – di una richiesta che consentirà di parlare pubblicamente di una vicenda che interessa tutta la città.

La richiesta sarà formalizzata nelle prossime ore al presidente del Consiglio comunale, Augusto Bisceglia, e inviata, per conoscenza, anche al Prefetto di Caserta.

Intanto, dopo la decisione della giunta di non volersi costituire parte civile nel processo “The Queen”, il Pd aversano, attraverso un manifesto, accusa la maggioranza: “Incredibilmente con delibera di Giunta Municipale, che ha visto una ‘forse – strumentale’ assenza del sindaco De Cristofaro stesso, il Comune di Aversa non ritiene di costituirsi parte civile nel processo, adducendo stravaganti motivazioni di comodato d’uso, anche giuridicamente inaccettabili, in quanto il bene è ancora oggi di proprietà comunale e mai alienato. Ma ancor di più – si legge – non si è ritenuto utile ed opportuno salvaguardare il buon nome della nostra Città, la sua immagine di legalità e trasparenza ed il suo corretto sviluppo economico, sociale e culturale. Il sindaco, proprio perché coinvolto personalmente nel processo, avrebbe dovuto chiedere a gran voce la costituzione in giudizio, come parte civile, del Comune di Aversa”. “A questo punto – concludono i dem – è lecito porsi degli interrogativi circa la serenità del Sindaco a svolgere, in piena autonomia e libero da condizionamenti personali, la propria funzione ad esclusiva tutela degli interessi superiori della nostra città”.

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