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Expo Milano, il sindaco Sala indagato per turbativa d’asta

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è indagato dalla Procura di Milano per l’ipotesi di turbativa d’asta. Ad anticipare la notizia è il Corriere della Sera. L’inchiesta riguarda un appalto per la fornitura di alberi a Expo. Sala è già indagato per falso materiale e ideologico in merito alla gara per la cosiddetta “Piastra”, nel capitolato della quale era compresa la fornitura del verde.

Sala, scrive la procura generale nell’atto di chiusura delle indagini, in concorso con l’ex dg di Ilspa Antonio Rognoni e Pierpaolo Perez, ex responsabile dell’ufficio gare di Ilspa, “nell’aver aderito, anche su pressione di esponenti politici della Regione Lombardia” alle “richieste dell’Associazione Lombarda Florovivaisti”, avrebbe “turbato la gara” della cosiddetta Piastra dei Servizi di Expo bandita nel dicembre 2011.

Il primo cittadino avrebbe falsificato uno dei due verbali sulla commissione aggiudicatrice del maxi appalto della Piastra “presso la propria abitazione”, secondo quanto emerge dall’avviso di chiusura indagini notificato dalla procura al difensore di Sala e ai legali degli altri 7 indagati.

In veste di commissario straordinario del governo per Expo, Sala – ricostruisce il sostituto pg Felice Isnardi nel documento – formalizzò la nomina della commissione il 15 maggio 2012. Soltanto dopo la prima riunione pubblica della stessa commissione, avvenuta il 18 maggio, si accorse “della sussistenza di profili di incompatibilità” di due commissari. Così, per correre e ripari, il 31 maggio firmò l’atto di “annullamento del verbale di nomina della commissione giudicatrice del 15.05.2012 riportante la falsa data del 17 maggio”.

Lo fece, secondo l’accusa, “motivando lo stesso provvedimento con l’asserita sussistenza di un errore materiale consistente nella mancata nomina dei commissari supplenti e tacendo invece l’esistenza della causa di invalidità che avrebbe comportato l’annullamento della procedura di gara fino a quel momento effettuata”. E fu sempre Sala a sottoscrivere il 31 maggio il “verbale di nomina della commissione giudicatrice con la data falsa del 17.05.2012 contenente la designazione dei commissari e anche dei supplenti”. Due atti, si legge ancora nell’avviso di chiusura indagini, “formati in data 17.05.2012, ovvero in data antecedente alla prima seduta pubblica della commissione sui avevano partecipato i Commissari incompatibili”. Sala è inoltre accusato di aver sostituto il secondo dei due verbali incriminati “con la modifica del nominativo di uno dei supplenti” e di averlo sottoscritto “la sera dello stesso giorno presso la propria abitazione”.

Dopo aver appreso la notizia, il sindaco ha affermato: “Provo solo una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l’Italia e per Milano”. E ha aggiunto: “Troverò in ogni caso in me le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città”.

Il primo cittadino ha inoltre precisato che non intende “commentare in alcun modo ogni possibile iniziativa della Procura generale. Non lo farò né oggi né in futuro. La storia, purtroppo, si ripete. Anche questa volta è un articolo di giornale a diffondere notizie di un provvedimento che mi riguarderebbe e che è ancora coperto dal segreto istruttorio”.

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