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Asti, fermato il ladro che aveva rubato il cervello di Don Bosco

È stato fermato il responsabile del furto dell’urna contenente il cervello di San Giovanni Bosco rubata lo scorso 3 giugno dalla Basilica di Colle Don Bosco, nell’Astigiano.

A quanto si apprende anche l’ampolla che conteneva la reliquia è stata ritrovata. La reliquia si trovava dietro l’altare maggiore, nella parte inferiore della basilica costruita nei luoghi natii del fondatore della congregazione salesiana.

Sembra che le ragioni del furto non siano da addebitare a volontà di riscatto o a un ordine di qualche collezionista, ma più semplicemente all’avidità di un pregiudicato che pensava di rivendere l’urna che credeva fosse in oro.

La reliquia trafugata, una parte del cervello, era particolarmente simbolica proprio per questo: posta in un sacello dietro la parete absidale del piano inferiore della Basilica, indica il punto esatto della nascita del Santo. La chiesa, infatti, fu eretta tra il 1961 e il 1966 nel luogo dove sorgeva la Cascina Biglione, casa natale di Don Bosco, dove il padre lavorava come mezzadro. Nel 1988, in occasione del centenario della morte, la chiesa fu visitata da Giovanni Paolo II, che definì Colle Don Bosco “Il colle delle beatitudini giovanili”, e nel 2010 venne elevata a Basilica Pontificia di San Giovanni Bosco.

Nel 2015, Papa Francesco, in occasione dei duecento anni dalla nascita, gli rese omaggio nella basilica di Maria Ausiliatrice, a Torino. “Sono tanto riconoscente ai salesiani, per quello che hanno fatto per la mia famiglia, che era molto attaccata a loro” disse in quella occasione. “Mia mamma e mio papà – aveva aggiunto Francesco – sono stati sposati da un salesiano, missionario della Patagonia, proveniente da Lodi, che mi ha molto aiutato nella mia vocazione”.

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