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Monetine da 1 e 2 centesimi verso l’abolizione dal 2018

Addio, o forse solo arrivederci, a partire dal 1 gennaio 2018 alle monetine da 1 e 2 centesimi di euro. A proporlo un emendamento alla manovrina presentato dal Partito Democratico, con primo firmatario Sergio Boccadutri. Monetine che, spiega lo stesso primo firmatario, non vengono accettate da parcometri, distributori automatici e caselli autostradali.

Spesso i consumatori le ricevono come resto ma non le riusano, le lasciano a casa nei cassetti, abbandonate nei porta oggetti delle auto o alla cassa dei supermercati per non ingombrare le tasche. Secondo uno studio della Commissione europea, il 70% di queste monetine non circola, e quando non circola non ammortizza il valore di produzione.

Tra l’altro, produrle costa più di quello che valgono. Secondo i calcoli di Boccadutri, infatti, fabbricare una moneta da un centesimo costa circa 4,5 centesimi di euro, mentre per una da due centesimi occorrono 5,2 centesimi di euro. Dall’introduzione dell’euro al 2013 la Zecca ha fuso oltre 2,8 miliardi di monete da un centesimo e 2,3 miliardi di monete da 2 cent per un costo complessivo di 245,6 milioni di euro. Per ragioni simili alcuni Paesi europei, tra cui la Finlandia e i Paesi Bassi, hanno già bloccato il conio di queste monete.

Il risparmio derivante dagli effetti della norma, quantificato in 20 milioni di euro, sarebbe destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. Un decreto del ministro dell’Economia, da varare entro il 1 settembre prossimo, dovrebbe poi individuare le modalità attraverso cui i pagamenti effettuati in contanti sarebbero arrotondati nel periodo di sospensione.

I centesimi di euro, compresa la moneta da 5, rappresentano l’80% di tutte le nuove monete coniate nella zona euro. L’operazione, però, secondo alcuni rischia di determinare un aumento dell’inflazione, anche se nei Paesi europei dove è già praticata è sempre stata sostenuta dalle associazioni dei consumatori. In Belgio, Olanda, Finlandia e Irlanda si arrotonda solo il conto finale della spesa, e non i singoli prodotti, e solo per i pagamenti in contanti: 1, 2, 8 e 9 centesimi si arrotondano a zero mentre 3, 4, 6 e 7 centesimi si arrotondano a 5.

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