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Trump licenzia il direttore dell’Fbi James Comey: “Non è in grado”

Il presidente americano, Donald Trump, ha licenziato James Comey dall’incarico di capo dell’Fbi. La Casa Bianca ha fatto sapere che Trump “ha informato Comey che è stato rimosso dall’incarico”, sottolineando che la decisione si è basata sulle raccomandazioni “del vice ministro della Giustizia Rod Rosenstein e del ministro della Giustizia Jeff Sessions”. Trump ha annunciato che “la ricerca di un nuovo direttore inizierà immediatamente”.

“L’Fbi – ha quindi spiegato Trump – è una delle istituzioni più rispettate, e oggi”, con l’uscita di Comey, “si apre una nuova era per il gioiello della corona” del sistema giudiziario. “La ricerca di un nuovo direttore inizierà immediatamente”. Parole non altrettanto lusinghiere il presidente ha usato nella lettera di benservito al direttore del Bureau: “Anche se ho apprezzato il fatto che mi abbia informato in tre diverse occasioni che non sono sotto indagine, sono arrivato alla conclusione che lei non è efficacemente in grado di guidare l’Fbi. E’ essenziale trovare una nuova leadership per riportare fiducia” nel Bureau.

Il licenziamento di Comey “non ha nulla a che fare con la Russia”. Lo ha affermato Kellyanne Conway, una delle più strette consigliere del presidente americano Donald Trump, respingendo le critiche di chi ritiene che il licenziamento sia legato alle indagini sul Russiagate. Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha dichiarato che Comey è stato allontanato per “restituire fiducia nell’agenzia”.

Sebbene nella fasi finali della campagna elettorale per le presidenziali americane fossero stati i democratici a puntare il dito contro Comey, accusandolo di aver favorito la vittoria di Trump, al presidente americano il direttore dell’Fbi non è mai piaciuto. A Comey fanno infatti capo le indagini sul Russiagate che ha travolto l’amministrazione, causando il licenziamento dell’ex consigliere alla sicurezza nazionale Michael Flynn e fonte di continui problemi per la Casa Bianca.

La motivazione del licenziamento con la presunta incapacità di Comey di gestire l’Fbi non convince quindi i critici di Trump, che leggono invece l’allontanamento come l’azione di un presidente che si sente il fiato sul collo per le indagini sui rapporti con la Russia.

Comey è il secondo direttore dell’Fbi nella storia americana a essere licenziato. L’ultima estromissione risale al 1993, quando alla Casa Bianca c’era Bill Clinton e alla guida dell’Fbi William S. Sessions, nominato da Ronald Reagan. Dopo il 1972, con la fine dei 48 anni di carica di J. Edgar Hoover, il direttore dell’Fbi è nominato dal presidente americano per un incarico della durata di 10 anni, previa conferma da parte del Senato.

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