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Il Tar boccia i superdirettori dei musei. Franceschini: “Meglio che sto zitto…”

Rivoluzione Franceschini, tutto da rifare. Il Tar del Lazio in due sentenze ha bocciato la nomina di cinque dei 20 superdirettori dei musei voluta dal ministro dei Beni culturali nel 2015 con un bando internazionale. “Non c’erano le condizioni per candidati stranieri”, è la motivazione del Tribunale amministrativo. E l’ira di Franceschini accende Twitter: “Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani… Non ho parole, ed è meglio…”.

“Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani e ora il Tar Lazio annulla le nomine di 5 direttori. Non ho parole, ed è meglio…”. Così il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini commenta la notizia anticipata da Il Sole 24 Ore.

Il Tribunale amministrativo ha bocciato la nomina di cinque dei venti direttori dei super-musei. Secondo il quotidiano, “il Tar ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per aprire le selezioni a candidati internazionali e sette dei direttori sono stranieri, tra i quali quelli del parco archeologico di Paestum e del Palazzo Ducale di Mantova, interessati direttamente dal verdetto del Tar”. I giudici contestano in particolare i criteri di scelta troppo generici e le selezioni a porte chiuse.

Alta è la probabilità che il Ministero faccia appello al Consiglio di Stato, nel frattempo bisognerà rivedere tutte le nomine, che da dicembre 2015 sono state il punto cardine della rivoluzione targata Franceschini. La riforma ha assegnato prima a 20, poi ad altri 12 musei, anche la piena autonomia organizzativa, scientifica, finanziaria e contabile.

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