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Pd Caserta, Stefano Masi: “I disastri della scellerata gestione di Mirabelli”

Neppure il più impudente e sfacciato analista politico poteva commentare il deludente risultato di Matteo Renzi in Provincia di Caserta imputandolo ad un uomo solo e, per di più, ultimo arrivato – in ordine di tempo – nel nostro partito. Eppure ciò che non ci si aspetterebbe di ascoltare neanche dai più integralisti viene da alcuni tra i più illustri rappresentanti istituzionali del nostro partito.

È fin troppo evidente che la storia non comincia oggi: troppo comodo tacere che il risultato deludente di Renzi, o se si preferisce il risultato lusinghiero dei candidati alternativi, è figlio di tante ed evidentissime ragioni che hanno generato un diffuso malcontento in tanti di noi!

Non si può tacere, per cominciare, dei disastri della scellerata gestione del commissario provinciale Franco Mirabelli, di cui le liste all’assemblea nazionale sono solo l’ultima espressione. Un uomo venuto a Caserta da arbitro, diventando ben presto giocatore! Mai un appuntamento pubblico per discutere del partito, né dei problemi di Terra di Lavoro. Se non fosse per la gestione scandalosa del tesseramento nella quale, con cinica protervia, si è negata l’adesione a chi ha fondato il Pd provinciale, di lui ci si sarebbe ricordati per le passerelle referendarie e – absit iniuria verbis – per i nani e le ballerine di cui si è circondato!

Ancor prima si è permesso che il partito per anni rimanesse senza una guida autorevole: due anni con un Segretario la cui ordinaria manifestazione di personalità era “fare spallucce” di fronte ad ogni questione sottoposta alla sua attenzione, protesa soltanto a rimanere in sella al partito per garantire, a sé e ai suoi, visibilità e qualche forma di potere da gestire. Non un’occasione, negli ultimi anni, in cui gli organi del Pd siano stati chiamati ad esprimersi sui grandi temi dello sviluppo, dell’ambiente, dell’occupazione, della programmazione urbanistica!

In questo quadro desolante è chiaro che, avvicinandosi l’appuntamento delle Politiche, tornino a mente le pagine delle candidature al Parlamento del 2008 e del 2013, nelle quali a discapito delle scelte del territorio furono favoriti alcuni tra coloro che vantavano illustri amicizie romane!

Pur avendo aderito ad un partito in cui “i coraggiosi” di Sandro de Franciscis condussero la battaglia per l’indipendenza di Caserta da Napoli mi sono ritrovato in un Pd in cui dell’autonomia casertana chi può ne fa quel che vuole! Eppure la storia del Pd di Caserta non è tanto diversa da quella nazionale. Renzi, trovatosi al cospetto di un partito riottoso, ha scelto di passare la parola agli elettori. Perchè da noi risulta impossibile?

Se financo il compassato ma tenace Mirabelli, in una recente intervista all’Huffington Post, ha dichiarato che i proprietari del Pd sono gli elettori, viene da domandarsi: che razza di renziani sono quelli che preferiscono lucrare sul commissariamento per garantirsi una comoda poltrona per i prossimi cinque anni?

Bando alle ciance Onorevoli: portate a Caserta il gotha del Partito, fateci sentire dalla vostra viva voce che volete la celebrazione del congresso provinciale subito e il rispetto delle scelte del territorio.

Non ci sarebbe per voi miglior modo per riconciliare il partito e dimostrare di incarnare autenticamente, e non a chiacchiere, lo spirito di rinnovamento che Matteo Renzi ha portato nella politica italiana!

Stefano Masi (Assemblea Regionale Pd Campania)

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