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Terni, appalti pilotati: arrestato il sindaco Di Girolamo

Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Bucari, entrambi del Pd, sono stati arrestati, ai domiciliari, nell’ambito di un’indagine di polizia e Guardia di finanza su una serie di appalti di servizi pubblici a cooperative locali. A due componenti di cooperative sociali di tipo B (quelle che gestiscono attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate) è stato invece applicato il divieto temporaneo di esercizio dall’attività d’impresa.

L’indagine riguarderebbe la manutenzione ordinaria del verde pubblico e nei cimiteri urbani e anche la gestione dei servizi turistici presso l’area della cascata delle Marmore. Secondo la procura di Terni il quadro emerso ha consentito di fare luce su quella che viene ritenuta la “illecita gestione della cosa pubblica” negli anni a cavallo tra il 2011 e il 2016 che, “invece di operare nel rispetto delle rispetto delle regole comunitarie e nazionali della libera concorrenza finalizzata alla scelta del miglior contraente, è stata improntata all’alterazione delle regole di mercato secondo un sistema illegale finalizzato a favorire le stesse cooperative sociali di tipo B, operanti nel territorio di Terni e con affluenza extraprovinciali ed extraregionali”. Attraverso – secondo l’accusa – l’individuazione e il successivo inserimento nei bandi di gara di requisiti “spaziali” e “strutturali” quali il possesso di un’unità operativa sul territorio e l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Da oltre un anno, dal 16 marzo 2016, come lui stesso aveva rivelato, il sindaco Di Girolamo, medico, ex senatore e primo cittadino dal 2009, era indagato nell’ambito della cosiddetta Operazione Spada (dal nome della sede del Comune, Palazzo Spada), che la Procura della Repubblica di Terni sta portando avanti nel mondo delle cooperative del ternano, inchiesta che cerca di far luce sulla sospetta alterazione delle regole di mercato per favorire alcune coop.

Secondo quanto riporta una lunga nota a firma del procuratore della Repubblica della città umbra Alberto Liguori, sarebbero stati descritti i meccanismi che “alla fine hanno garantito un monopolio perfetto nel territorio ternano nel settore degli appalti di servizi al medesimo raggruppamento di imprese cooperative”.

A novembre fece scalpore una maxi perquisizione all’interno degli uffici comunali ma anche in abitazioni private, in cui si parlò di almeno sedici indagati e ora, sei mesi dopo quel blitz di polizia e finanzieri in Comune, arrivano i primi severi provvedimenti.

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