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Mafia, preso il boss “spazzino” che faceva sparire i cadaveri

Belpasso (Catania) – I carabinieri del nucleo investigativo di Catania hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 15 uomini ritenuti appartenenti al “gruppo di Belpasso”, operante prevalentemente nel Comune di Belpasso, quale articolazione territoriale della famiglia di Cosa Nostra catanese Santapaola-Ercolano, capeggiata da Carmelo Aldo Navarria, un tempo uomo di fiducia a disposizione di Giuseppe Pulvirenti “U Malpassotu”, braccio armato di Nitto Santapaola.

Le indagini, coordinate dalla Dda della Procura di Catania, hanno consentito di ricostruire l’organigramma del clan, l’ingente volume di affari del gruppo con la vendita di cocaina e marijuana, estorsioni a imprenditori locali e rapine nei confronti di autotrasportatori.

A capo del gruppo ci sarebbe il boss Carmelo Aldo Navarria, scarcerato e rimesso in libertà nel 2014 dopo 26 anni di reclusione per sei omicidi. Negli anni Ottanta era considerato lo ‘spazzino’ della cosca, perché faceva sparire i cadaveri, per conto del clan del Malpassotu, che era il braccio armato del capomafia Nitto Santapaola.

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