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“Le Verità”, uno psico-thriller tutto made in Italy

Napoli – Vedere il futuro e avere una seconda chance per cambiarlo. Questo è il destino del protagonista di “Le verità”, opera prima di Giuseppe Alessio Nuzzo con Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff, Fabrizio Nevola e Anna Safroncik e la partecipazione straordinaria di Maria Grazia Cucinotta, Lino Guanciale, Massimo Poggio, Sergio Solli, Salvatore Misticone, Luigi Diberti e Renato Scarpa nel ruolo del professor Attanasio.

Prodotto da Pulcinella Film in coproduzione il Social World Film Festival, “Le verità” è un thriller psicologico caratterizzato da ambientazioni notturne, pioggia battente, personaggi misteriosi, che indurrà lo spettatore a domandarsi: Se fosse capitato a me, come avrei agito? Il film è distribuito da Paradise Pictures e Stemo Production.

Tornato dall’India dopo un viaggio d’affari, il giovane imprenditore Gabriele Manetti sente che la sua vita sta per prendere una direzione diversa da quella che ha sempre avuto. Il suo mondo, le certezze che la sua condizione sociale gli ha permesso di avere, lo stesso rapporto con la sua fidanzata e con i suoi amici non lo appagano più. Si accorge, però, di essere tornato dal viaggio anche con qualcos’altro: scopre, infatti, di aver acquisito la capacità di “vedere” oltre le apparenze, di prevedere il futuro.

La presentazione del film, in sala dal 27 aprile, è avvenuta al Cinema Modernissimo di Napoli, alla presenza del regista e di Nicoletta Romanoff.

“La pellicola si basa su una storia realmente accaduta: proprio la vita reale insegna che le facce della stessa medaglia non sono mai uguali, che ci sono sempre almeno due verità. – spiega il regista – Almeno due sono le verità del film, due i potenziali finali della pellicola, due le facce dei protagonisti, due le fotografie, due le ambientazioni, due le scenografie, due i costumi, due le regie”. Nuzzo con i movimenti di macchina e il montaggio vuole “avvolgere lo spettatore in un misto di dubbi – sono le sue parole – scoperte e riscoperte, inversioni di rotta e falsi finali”, ma rischia a tratti di travolgerlo e stancarlo. Un film che sulla carta rapisce, ma purtroppo resta involuto.

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