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Cannes, la Cardinale icona di un concorso senza italiani

Annunciati i titoli in competizione per la 70esima edizione del Festival del Cinema di Cannes in programma sulla Croisette dal 17 al 28 maggio prossimi. Quest’anno, come quasi mai accaduto, la giuria internazionale, presieduta dal cineasta iberico Pedro Almodovar, non avrà titoli italiani da giudicare e ciò non fa certo onore alla nostra cinematografia poiché, soprattutto, Cannes ha rappresentato, storicamente, uno dei luoghi di massima espressione e visibilità per gli autori nostrani, spesso, usciti vincenti dal concorso ufficiale.

Certamente, la presenza di titoli provenienti dal Belpaese in sezioni collaterali costituisce, comunque, un dato di prestigio ma, ovviamente, non ha lo stesso sapore della partecipazione a una gara per l’assegnazione dell’agognata Palma d’Oro al miglior film.

Ritornando alle pellicole italiche, segnaliamo, quindi, “Fortunata” di Sergio Castellitto e “Dopo la guerra” di Annarita Zambrano nella sezione “Un Certain Regard”, “Sicilian Ghost Story” di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza nella “Semaine de la Critique”, “L’intrusa” di Leonardo di Costanzo, “Ciambra” di Jonas Carpignano e “Cuori puri” di Roberto De Paolis nella “Quinzaine des Réalizateurs”.

Tanto tricolore sventolerà, invece, nel poster della kermesse dove troneggia tutta la sensualità esplosiva di un’affascinante Claudia Cardinale con impertinente gonna svolazzante e nelle serate sul palco quando a far da madrina ci sarà l’italiana prediletta di Francia Monica Bellucci.

Passando, invece, ai lungometraggi in concorso notiamo che, senza dubbio, la star indiscussa di Cannes70 sarà Nicole Kidman, diva australiana sempre in bilico tra major e indipendenza, protagonista del remake in costume “L’inganno” dell’americana Sofia Coppola e del più misterioso “The Killing of Sacred Dear” del greco Yorgo Lanthimos.

Pienone di transalpini, come al solito, con ben quattro titoli in concorso (“120 Beats per Minute” di Robin Campillo, “L’amant double” di Francois Ozon, “Le redoubtable” di Michel Hazanavicius, “Rodin” di Jacques Doillon) e coproduzioni varie (“Happy End” dell’austriaco Michael Haneke e “Loveless” del russo Andrey Zvyagintsev).

Non lasciano a desiderare gli statunitensi che, oltre alla Coppola, schierano “Good Time” di Ben e Josh Safdie, “The Meyerowitz Stories” di Noah Baumach, “Wonderstruck” di Todd Haynes e “”You Were Never Really Here” di Lynne Ramsay. E poi Corea, Giappone, Ungheria, Germania.

Insomma, un menù ricco e adatto a tutti i palati nel quale non mancheranno le serie televisive firmate da grandi autori, già trionfatori sulla Croisette, lo yankee David Lynch (i nuovi “Segreti di Twin Peaks”) e la neozelandese Jane Campion (“Top of the Lake).

Tante le stelle del firmamento hollywoodiano attese, oltre alla Kidman, da Kirsten Dunst a Colin Farrell, passando per Elle Fanning, Diane Kruger, Adam Sandler, Emma Thompson, Dustin Hoffman, Jake Gyllenhall, Ben Stiller, Tilda Swinton, Michelle Williams, Julianne Moore, Joaquin Phoenix, e le francesi più venerate dalla Mecca del Cinema Isabelle Huppert  e Marion Cotillard.

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