Cesa

Cesa, “Miserere Mei, Domine”: mostra sulla processione del Venerdì Santo

Anche quest’anno, come di consueto nella notte tra il giovedì ed il venerdì santo, si svolgerà la processione notturna “Sono Stati”. Divenuta negli anni un simbolo indissolubile dei riti della Settimana Santa, rappresenta una peculiarità del nostro paese che la Pro Loco di Cesa e l’Azione Cattolica intendono fortemente preservare e valorizzare coniugando fede, cultura e tradizione.

A tal proposito, infatti, le due associazioni hanno collaborato nella realizzazione della mostra “Miserere Mei, Domine” che sarà allestita presso la sede della Pro Loco in piazza De Gasperi a partire dalle 20.30 di domenica 9 aprile e sarà aperta anche giovedì 13 aprile dalle ore 19 alle ore 23, venerdì 14 aprile dalle ore 19 alle ore 21 e domenica 23 dalle ore 16 alle ore 19.

Sarà possibile ammirare da vicino gli abiti originali indossati dai “fratielli” nonché dagli appartenenti alla Confraternita; consultare le tavole illustrative e ammirare suggestivi scatti fotografici riguardanti le edizioni passate della tradizionale processione notturna. Inoltre, la mostra rappresenterà l’occasione per ammirare da vicino la suggestiva epigrafe che sancisce la costituzione della Congrega del SS Rosario nonché scritti ed immagini inedite appartenenti alla figura di Monsignor Luigi Della Gala, parroco che guidò la comunità cesana nella riedificazione della chiesa parrocchiale di San Cesario Martire, inaugurata nel 1872. Il suo corpo fu sepolto nella cripta della Congrega del SS Rosario, nel cimitero comunale, dove tutt’ora riposa.

“E’ doveroso da parte della Pro Loco – afferma il presidente Gianluca Angelino – preservare e far conoscere le nostre tradizioni che hanno radici antiche come questa della Processione Notturna di Sono Stati”.

“Collaborare con realtà positive del territorio è sempre stato uno dei punti importanti dell’Azione Cattolica. – afferma il presidente Antonio Sagliocco – Farlo con la Pro Loco coniugando fede e tradizione attraverso la mostra Miserere Mei Domine, permette di assicurare al futuro le tracce di un passato caratterizzano le celebrazioni del triduo pasquale nel nostro paese”.

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