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Spaccio di droga sul darknet, arresti e perquisizioni in 25 province

Tra Pontedera e San Giuliano Terme, la Polizia di Stato di Lecco ed il Servizio Centrale Operativo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’autorità giudiziaria di Pisa nei confronti di tre soggetti ritenuti responsabili di traffico e commercializzazione di sostanze stupefacenti.

Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Lecco, avviate nel gennaio del 2016, hanno consentito, anche tramite attività sotto copertura online, di acquisire gravi elementi indiziari a carico di un italiano, un brasiliano ed un albanese, dediti alla massiva cessione di hashish, cocaina, marijuana e droghe sintetiche, offerte nel darknet sul sito “I.D.C.” e piattaforme simili.

Nel darknet, com’è noto, sono presenti numerosi venditori, operanti da ogni parte del mondo, che, servendosi dell’anonimato offerto dal sistema, commercializzano stupefacenti e merce illegale di ogni tipo, ricevendo ordinativi e pagamenti con “criptovalute” come il bitcoin, e successivamente spedendo i prodotti tramite plichi anonimi.

Il sito I.D.C., acronimo di “Italian Darknet Community” è il principale “luogo di incontro virtuale” per venditori e acquirenti italiani nel deepweb, ed è frequentato da migliaia di “navigatori” alla ricerca di droga e prodotti clandestini: nel corso dell’inchiesta, difatti, è emersa anche una fiorente attività vendita di armi, documenti contraffatti, denaro falso, software impiegati per accessi abusivi a sistemi informatici e carte di credito clonate.

Tra le altre cose, il cittadino italiano tratto in arresto è stato segnalato dalle autorità americane come un pericoloso trafficante di droga emerso durante le note investigazioni condotte dal Fbi statunitense che hanno portato nel 2013 alla chiusura del blackmarket “Silk Road”: all’epoca, tuttavia, non furono raccolti elementi di informazione sufficienti ad identificarlo.

Le attività svolte hanno permesso di ricostruire come l’indagato abbia compiuto oltre 2mila cessioni di droga sul web, a partire proprio dal 2013. Nel corso dell’inchiesta sono state sequestrate significative quantità di droga, tra cui oltre due chilogrammi di droghe sintetiche, sono stati effettuati alcuni arresti in flagranza di reato ed inoltre è stato eseguito un provvedimento restrittivo nei confronti di un ulteriore indagato.

Inoltre, presso la Procura di Bergamo è stata stralciata la posizione di un italiano, lì residente, indagato in stato di libertà per riciclaggio ed esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria, ritenuto uno dei principali “cambia valuta” illegali, in Italia, di monete virtuali.

Nel medesimo contesto investigativo, nelle province di Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Catania, Cosenza, Cremona, Cuneo, Firenze, Lecco, Milano, Napoli, Novara, Perugia, Ravenna, Pesaro Urbino, Reggio Emilia, Roma, Teramo, Torino, Trento, Varese, Venezia e Verona sono state eseguite 45 perquisizioni domiciliari a carico di altrettanti soggetti, emersi come acquirenti di bitcoin e di merce illegale “online”. Molti di loro sono giovani, e tra di loro c’è anche un minorenne; tutti avevano predisposto i propri computer con sofisticati programmi finalizzati alla completa “anonimizzazione” della navigazione. La autorità giudiziaria lecchese, infine, ha disposto l’oscuramento del sito “I.D.C.” nella parte accessibile tramite l’open web.

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