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Mafia, catturato il boss ergastolano Bonaccorsi: non era rientrato nel carcere di Secondigliano

Aveva beneficiato di un permesso premio e poi non era più rientrato in carcere di Secondigliano a Napoli. Concetto Bonaccorsi, 56 anni, uno dei “capi bastoni” del clan Cappello è stato catturato dalla Squadra Mobile dopo una brillante operazione nella provincia di Pistoia. I poliziotti hanno localizzato il suo covo e lo hanno arrestato. Era latitante dallo scorso settembre.

Concetto Bonaccorsi, componente della cupola dei Carateddi, la frangia e più pericolosa della cosca, è destinatario di un ordine di esecuzione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano dovendo espiare la pena dell’ergastolo per il reato di omicidio aggravato, associazione per delinquere di stampo mafioso ed associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

Un’indagine particolareggiata ha permesso di localizzare il nascondiglio del boss e di assicurarlo alla giustizia. Bonaccorsi aveva scelto un appartamento di una villa a Massa e Cozzile come riparo da occhi indiscreti, ma la Squadra Mobile di Catania lo ha rintracciato e sopportata dai colleghi di Pistoia lo ha catturato.

Concetto Bonaccorsi (insieme al fratello Ignazio) è lo storico capo bastone della famiglia, conosciuta come “Carateddi”, del clan Cappello – Bonaccorsi che ha base operativa nel “passareddu” di San Cristoforo, nel quadrilatero attorno via Poulet. Una “testa calda” del crimine catanese: nel suo curriculum criminale annovera precedenti per mafia, omicidi, distruzioni di cadaveri, droga, armi e rapine. Uno dei boss più pericolosi degli ultimi venti anni a Catania.

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