Gricignano

Gricignano e i suoi confini: “scomparsi” i cartelli di benvenuto

Gricignano – Quali sono i confini amministrativi di Gricignano? Dove inizia e dove finisce la cittadina aversana? Sembrerebbero domande banalissime per chi è del posto, meno per chi non lo è.

È ormai appurato che per coloro poco pratici dello stradario dell’agro aversano, è un’impresa stabilire dove si transita con la propria vettura. Causa, forse, la grande speculazione edilizia, i paesi del comprensorio aversano, visti da Google Maps, sembrerebbero un’unica grande città di 250mila abitanti che si estende da Villa Literno a Orta di Atella senza limite di continuità.

In tutto ciò, se non fosse per i cartelli di benvenuto e arrivederci, che “di norma” dovrebbero essere esposti, si potrebbe pensare, almeno nel caso di Gricignano, che questa città di 12mila abitanti sia un unicum con tutti i suoi comuni confinanti.

L’unico “relitto”, o “monumento storico”, come preferite, o comunque l’ultimo cartello che indica Gricignano e la sua affiliazione all’Unione dei Comuni atellani, risalente al 2006, è situato (forse perché isolato) nei pressi dell’area industriale all’altezza dello svincolo dalle superstrada che conduce a Marcianise.

Sarà forse il fenomeno “Trump”, per il quale ultimamente i confini vanno di moda, ma dal punto di vista del decoro urbano, della normativa del codice della strada e, perché no, per una “ventata” di campanilismo, quella di Gricignano risulta essere una situazione al dir poco paradossale.

Facendo un ripasso di “geografia comunale”, si evince che il territorio di Gricignano non è assolutamente sottodimensionato all’estensione del centro urbano. Per un’estensione di 9,8 km2, il comune confina nord-ovest con Carinaro, nord-est con Marcianise, est con Succivo, sud con Cesa, e ovest con Aversa.

Eppure a Gricignano, storicamente, gli abitanti hanno sempre avuto un certo riserbo nelle indicazioni urbane. Sembra ironico, ma alcune delle strade più importanti ricalcano proprio il nome del posto dove si dirigono. Gli esempi classici sono via Aversa e via Casolla, che conducono appunto ad Aversa la prima e nell’antico villaggio di Casolla-Sant’Audiutore la seconda; meno noto, ma ancora utilizzato da molti è la dicitura di “Via Cesa” per corso Umberto I.

In termini tecnici e stradali, una probabile formazione cartellonistica stradale dovrebbe essere collocata al confine con Aversa tra via dell’Archeologia e via Aversa; per Carinaro nei pressi del ponte di “Cangiano” tra viale della Libertà e via San Salvatore e subito dopo il ponte di Casignano venendo dall’area industriale; per il tratto del territorio di Succivo, in via Casolla nei pressi del casale di Teverolaccio; per Cesa in via Cardoni e via Madonna dell’Olio.

Avendo riferito di tale mancanza all’amministrazione locale, il vicesindaco Andrea Aquilante, nonché assessore all’Urbanistica, contattato sulla vicenda, ci ha riferito che ha provveduto a chiedere l’inserimento di una previsione di spesa nel bilancio per l’acquisto e l’installazione della nuova segnaletica.

Gricignano o Gricignano di Aversa? – In merito, vi è un altro aspetto che tocca ancora di più i gricignanesi: la nomenclatura ufficiale del comune. Ufficialmente è “Gricignano di Aversa”, ma per tutti, qui, è “Gricignano”, anzi per dirla tutta “Ricignànë”, nella variante locale, come ci indica Wikipedia. Ed è “Gricignano”, senza “di Aversa”, il nome che era riportato nei cartelli realizzati anni fa e oggi “scomparsi”.

Per i campanilisti doc, quel “di Aversa” andrebbe tolto. Storicamente, il territorio ha avuto fin dall’età imperiale romana il nome di “Gricignano”; poi nel 1871 il Consiglio comunale dell’epoca, allo scopo di far uscire il Comune dall’isolamento, ossia per dargli maggiore “visibilità”, propose al Ministero degli Interni il cambio di denominazione in “Gricignano di Aversa”. Tra l’altro, durante il fascismo il Comune fu aggregato a quello di Aversa, per poi ricevere di nuovo l’autonomia nel 1946.

Su tale questione l’amministrazione comunale si è espressa più volte in passato. Già nel 1971 vi fu una questione ministeriale riguardo alla preposizione “di” da utilizzare nel nome comunale, ovvero “di Aversa” o “d’Aversa”, che fu risolta con la risposta ad un’interrogazione inviata al Ministero degli Interni, che confermò la dicitura “Gricignano di Aversa”.

35 anni dopo, nel 2006, per volontà dell’allora amministrazione Lettieri, su interessamento del vicesindaco Francescoantonio Russo, fu avviato l’iter per il cambiamento della denominazione con la delibera di Consiglio comunale del 4 marzo 2006. La procedura venne poi interrotta per difetto di competenza. La richiesta, infatti, non poteva essere trattata dal Ministero degli Interni ma era materia di competenza della Regione Campania che si sarebbe risolta con l’indizione di un referendum popolare.

Per dare il via ad nuova procedura, bisognerebbe, quindi, indire un referendum comunale che però comporterebbe spese al Comune di Gricignano. Tuttavia, la richiesta può essere sollevata da due consiglieri regionali che, avviata la prassi, vedrebbe l’attuazione del referendum che comporterebbe spese a carico della Regione e non dell’ente locale.

Sotto una galleria di immagini in cui abbiamo collocato “virtualmente” i cartelli di benvenuto nelle zone di confine

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