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Lsu Campania, sospeso lo sciopero ma la lotta continua: “Chiediamo stabilizzazione e pensione dignitosa”

Sospeso lo sciopero dei lavoratori socialmente utili della Campania, proclamato lo scorso 9 marzo da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della piattaforma rivendicativa nei confronti della Regione e del Governo, finalizzata ad un percorso di stabilizzazione, con le necessarie deroghe normative, ed al riconoscimento dei contributi previdenziali.

Dopo l’assunzione di responsabilità degli Enti utilizzatori, ottenuta nel corso dell’incontro tenutosi a Napoli il 13 marzo (guarda articolo e video), i sindacati, sottolineando di aver dimostrato, ancora una volta, “grande senso di responsabilità”, hanno revocato la protesta e sottoscritto un documento insieme ai rappresentanti sindacali, dell’Anci nazionale, dei comuni casertani di Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Gricignano, Parete, Santa Maria Capua Vetere, Succivo e Villa Literno, dei comuni napoletani di Cardito, Marigliano, Napoli, Pozzuoli, Qualiano, Sant’Anastasia, Arzano e Casoria, di quello beneventano di Telese Terme, e ai parlamentari Paolo Russo, Annamaria Carloni, Massimiliano Manfredi e Tino Iannuzzi, finalizzato a costruire una prospettiva occupazionale per i 4300 Lsu campani e a garantire la continuità e l’efficienza dei servizi pubblici.

Molti servizi pubblici, infatti, ad oggi sono assicurati dall’attività degli Lsu. Senza il loro apporto molte amministrazioni rischiano il tracollo, con rave pregiudizio per la collettività in termini di erogazione delle prestazioni e di certezza dei tempi.

Per questo si chiedono interventi normativi ad hoc finalizzati alla stabilizzazione degli Lsu e l’autorizzazione, da parte di governo e Parlamento, ad applicare deroghe al Patto di Stabilità interno ed al blocco del turn over necessarie per consentire l’assunzione dei lavoratori, anche in favore di amministrazioni comunali in situazioni di dissesto e pre-dissesto. Si chiede, inoltre, un intervento legislativo finalizzato all’assunzione di Lsu inquadrati al livello C mediante la previsione di concorsi con riserva di posti e un intervento in materia previdenziale per la garanzia di forme dignitose di pensionamento.

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