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Caso Moro, Alemi e la tesi del complotto: “Nessuno voleva il compromesso storico”

Napoli – Una testimonianza preziosa quella di Carlo Alemi, magistrato, già presidente del tribunale di Napoli e intervenuto alla presentazione del libro di Marcello Altamura “La borsa di Moro. Quello che lo Stato e le Br non dicono su Via Fani”, scritto per Jupiter Edizioni e presentato a Città del Sapere, polo dell’Università di Roma Unitelma Sapienza.

Giovedì 16 marzo 1978 è una data che segna per sempre la storia del nostro paese. Una data scritta con il sangue di cinque morti innocenti.

Il blitz che in via Fani porta al rapimento da parte del Brigate Rosse del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, resta ancora oggi un rebus difficile da risolvere.

“Si è sempre detto di lasciar perdere i servizi segreti americani e russi. Io non sono per il complottismo ma c’è una serie di indizi che portano alla conclusione che il compromesso storico non era voluto quasi da nessuno. Erano contrari gli Stati Uniti, era contraria la Russia, come erano contrarie larghe parti della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista italiano”, sottolinea Alemi.

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