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Incendio al “gran ghetto” dei migranti nel Foggiano: morti due africani

Un vasto incendio si è sviluppato nella notte all’interno del cosiddetto “Gran Ghetto”, il villaggio di cartone situato nelle campagne foggiane, tra San Severo e Rignano Garganico: due giovani africani, originari del Mali, sono morti carbonizzati. Sul posto erano in atto dal primo marzo scorso le operazioni di sgombero da parte delle forze dell’ordine.

Il rogo in pochi minuti ha avvolto numerose baracche. Sul posto erano già presenti vigili del fuoco e forze dell’ordine che stavano presidiando l’area dopo lo sgombero. L’incendio si è sviluppato su un’area di oltre 5mila metri quadrati, distruggendo un centinaio di baracche. Quando le tre squadre di vigili del fuoco sono riuscite a circoscrivere e spegnere le fiamme hanno trovato i corpi carbonizzati dei due africani. Sulle cause dell’incendio non c’è ancora nessuna certezza, ma non si esclude che si tratti di dolo.

Nel Ghetto vivono alcune centinaia di migranti, impegnati nella raccolta dei prodotti agricoli nei campi della zona circostante. Le vittime, al momento, non sono state ancora identificate. In base al racconto degli altri occupanti si tratterebbe di due cittadini del Mali di circa 30 anni. Si tratta del settimo incendio sviluppatosi nel ghetto dal 2012 ad oggi, quello dalle conseguenze più gravi.

Le vittime farebbero verosimilmente parte della frangia più resistente allo sgombero – composta da circa 100/150 braccianti. che ieri mattina è scesa in strada, a Foggia, per protestare contro la revoca della facoltà d’uso del sito sequestrato dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, al grido di ‘Vivere nel ghetto’ e di slogan e cartelli in cui i migranti manifestano la volontà di rimanere nel villaggio di cartone.

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