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Consip, Alfredo Romeo arrestato per corruzione. Coinvolti Bocchino e il padre di Renzi

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’imprenditore campano Alfredo Romeo, 64 anni, originario di Cesa (Caserta). La misura è stata emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura, in relazione ad un episodio di corruzione in ambito Consip, società del ministero dell’Economia è la centrale acquisti della pubblica amministrazione.

Ad eseguire il provvedimento sono stati i carabinieri per la tutela dell’ambiente, del comando provinciale di Napoli e i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Napoli. Perquisizioni anche nei confronti dell’ex parlamentare Italo Bocchino da parte della Guardia di Finanza e dei carabinieri, nell’ambito dell’indagine. A carico di Romeo è stato anche disposto il sequestro patrimoniale di 100mila euro.

Il fascicolo dei magistrati della Capitale vede coinvolti anche Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo Renzi, indagato per traffico di influenze, dell’attuale ministro Luca Lotti – all’epoca dei fatti contestati sottosegretario – e del generale dei carabinieri Tullio Del Sette, indagati per rivelazione di segreto di ufficio e favoreggiamento.

Secondo l’accusa, Romeo avrebbe assunto, per il servizio di pulizia all’interno dell’ospedale Cardarelli, persone indicate dai clan camorristici. Accusa fortemente contestata dall’imprenditore, che ha anche avanzato la richiesta di rinunciare all’appalto. Tra le accuse mosse anche quella di aver corrotto il dirigente Consip Marco Gasparri.

Un ruolo, secondo gli inquirenti, avrebbe svolto Bocchino come superconsulente per Romeo per un compenso di 15mila euro al mese oltre alla disponibilità di un’auto e di un appartamento. Tiziano Renzi, invece, è finito nel mirino dei magistrati per la sua amicizia con Carlo Russo, imprenditore del settore farmaceutico, a sua volta legato a Romeo.

Intanto, appresa la notizia, il M5S ha subito sferrato l’attacco e lanciato sui social l’hashtag #RenziConfessa: “Arrestato Alfredo Romeo – ha scritto in un tweet il deputato M5S Danilo Toninelli#RenziConfessa e chiarisci tutta questa storia! E intanto restituisci i soldi con cui Romeo ti ha finanziato!”.

“L’arresto dell’imprenditore Romeo, in merito all’inchiesta Consip, se possibile, getta un’ombra ancora più pesante e inquietante sul giglio magico, e pone molti interrogativi su cui la famiglia Renzi, il ministro dello Sport e tutto il Pd non possono più far finta di niente”, rincara poi la dose una nota i deputati pentastellati della commissione Affari costituzionali.

“Renzi era a conoscenza dell’inchiesta, così come riportato da alcuni organi di stampa? – chiedono dunque i 5stelle – Ne ha parlato con il padre Tiziano, indagato per concorso in traffico di influenze? L’ex presidente del Consiglio è stato informato dal fedelissimo Lotti, anche lui coinvolto nell’inchiesta per favoreggiamento? Nel Partito democratico chi era a conoscenza dell’inchiesta sull’appalto più grande d’Europa? Questo silenzio di Matteo Renzi e di tutto il Pd è grave, ed assomiglia molto ad un ammissione di colpa”.

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