Carinaro

Carinaro, incarico per variante al Puc. Opposizione: “Illegittimo”

Carinaro – Il capogruppo dell’opposizione, Giuseppe Barbato, presidente della Commissione Controllo e Garanzia del comune di Carinaro, presenterà nei prossimi giorni, di pieno concerto con tutto il gruppo di minoranza “Uniti per Cambiare”, un dettagliato documento di esposto alla Procura del Tribunale di Napoli Nord e all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) sull’incarico di affidamento della variante al Puc – Piano urbanistico comunale di Carinaro.

Ecco la ricostruzione di Barbato: “A seguito dell’affidamento dell’incarico di variante al Puc avvenuto con determina del responsabile dell’area tecnica numero 439 del 20 dicembre 2016, il 4 gennaio 2017 inviavo  al segretario del Comune di Carinaro, in qualità di responsabile anticorruzione e trasparenza dell’Ente, un’istanza di annullamento integrata con un’altra istanza in data 24 gennaio 2017  in via di autotutela della determina con cui il responsabile dell’area tecnica assegnava l’incarico al professionista esterno. In quella istanza evidenziavo l’inopportunità di ricorrere all’esterno per l’affidamento del predetto incarico in considerazione dell’adeguatezza delle risorse umane presenti nell’Ufficio tecnico comunale di Carinaro; l’assoluta genericità dell’avviso di gara dal quale non si ricavano gli elementi essenziali delle prestazioni che il comune richiedeva ai candidati, sia sotto il profilo quantitativo che sotto il profilo qualitativo, elementi indispensabili affinché i partecipanti potevano avanzare una consapevole offerta”.

Inoltre, il capogruppo evidenziava che “il generico riferimento alla necessità di correggere errori relativi al posizionamento dei retini senza l’indicazione della possibilità che la Stazione Appaltante potesse mettere a disposizione dei professionisti invitati ad esempio tavole di piamo o addirittura la generica indicazione, tra le prestazioni da espletare, della definizione degli Ers (Edilizia residenziale sociale), danno la prova di quanto fossero confusi ed incerti la natura, la portata ed i contorni delle attività da porre in essere e richieste dalla Stazione Appaltante”.

Ancora, si sottolineava “l’evidente contraddizione tra quella che era stata la premessa che aveva giustificato il ricorso all’esterno, ossia ‘l’impossibilità di servizi delle risorse interne in quanto tra esse non erano rinvenibili quelle risorse che potevano rendere le richieste prestazioni, trattandosi di attività specialistiche, tali da comportare il necessario supporto da parte di soggetti che abbiano approfondito tali tematiche e sviluppato attività specifiche di quest’ambito’, e l’individuazione del professionista chiamato, scelto tra tre candidati assolutamente sforniti della benché minima idonea professionalità, non avendo mai avuto altri incarichi professionali di strumenti generali di piano, in possesso soltanto del diploma di laurea e di una iscrizione agli albi professionali di appena 2/3 anni”.

Il mancato utilizzo, dato l’importo dell’incarico, dell’albo di fiducia dell’Ente, e del Regolamento degli incarichi professionali approvato con delibera di Consiglio Comunale numero 32 del 19 luglio 2007, mai revocato che prevede norme sui ‘criteri di aggiudicazione’ legati a due elementi, quello della professionalità e quello dell’offerta economica”.

Con questi rilievi Barbato riteneva l’incarico di “dubbia legittimità” e “poco convincente sotto il punto di vista della garanzia della professionalità richiesta e necessaria”. Perplessità che portavano a chiedere l’annullamento della procedura di affidamento messa in atto. Istanza non accolta dal segretario che, con nota del 31 luglio 2017, rispediva al mittente dichiarando che “l’attività di cui è stato investito attiene alla legittimità dell’operato del responsabile e non può intaccare il merito o l’opportunità delle scelte operate, dovrà operare pertanto nell’ambito del mero controllo di legittimità dell’attività posta in essere dal responsabile senza intaccare l’autonomia gestionale del responsabile. Le richieste dell’opposizione investono aspetti di merito che sono stati decisi in autonomia dal responsabile dell’Ufficio tecnico. Concludendo che dovendo privilegiarsi l’attuato affidamento evitando sue possibili azioni risarcitorie”.

Ritengo che i rilievi, che attengono tutti al profilo di legittimità dell’intero procedimento, – sostiene Barbato – rimangono in piedi e tutt’ora validi, in quanto su di essi o non sono stati dati chiarimenti condivisibili o addirittura è stata scelta la strada del non voler chiarire. Ritengo che il vero intento di questa variante è quello della programmazione degli Ers (Edilizia Residenziale Sociale), più che la correzione degli errori sui retini riscontrati in sede di adeguamento al Puc al Pctcp. Al tal proposito, appare strano che il responsabile dell’Utc sia stato così distratto da non accorgersi che uno dei progettisti del Puc è lo stesso incaricato per l’adeguamento del Puc al Ptcp ed era proprio la persona a cui doveva essere chiesto, senza necessità di ulteriore spese, di correggere i predetti errori”.

“Il rispetto della legge e la lotta alla corruzione – conclude il capogruppo – sono valori assoluti, beni primari della vita su cui in alcun modo può incidere la preoccupazione di una pretesa risarcitoria altrui! Sono queste le ragioni che ci spingeranno, già avendo inutilmente interessato preventivamente i livelli comunali, ad informare la magistratura e la stessa Anac di quello che accade al Comune di Carinaro”.

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