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Vasto, spara all’uomo che uccise la moglie, poi si costituisce

Ha ucciso per vendetta il marito di Roberta, Fabio Di Lello, probabilmente colto da un raptus d’ira dopo essere entrato in una profonda depressione a causa della perdita della moglie.

Roberta Smargiassi, 33 anni, è stata uccisa il 1 luglio 2016 mentre era a bordo del suo scooter, a Vasto. Fu travolta all’incrocio fra corso Mazzini e via Giulio Cesare da una Fiat Punto guidata da Italo D’Elisa, 22 anni.

Da quel momento in città, nacquero cortei per chiedere “giustizia” per Roberta e fu aperto un un sito internet contro l’omicida. L’avvocato Pompeo Del Re, che assisteva Italo D’Elisa ha parlato della creazione, a partire dalla metà di luglio 2016, di una campagna d’odio contro D’Elisa.

Per cercare di porre un freno a queste iniziative, l’avvocato decise di rendere note delle perizie a favore del proprio assistito. A bordo dell’auto di D’Elisa la scatola nera registrava che nel momento dell’incidente non erano stati superati i limiti di velocità e fu messo in dubbio che la giovane avesse indossato correttamente  il casco.

Fabio, preso dalla rabbia nata dall’idea che D’Elisa potesse essere alla fine assolto, ha impugnato una pistola e ha aperto il fuoco.

Il delitto è avvenuto intorno alle 16:30 di mercoledì primo febbraio all’uscita di un bar. Almeno quattro i colpi di pistola esplosi all’indirizzo del giovane, ucciso davanti alla porta di ingresso di un locale, il “Drink Water”, in via Perth.

Poco dopo l’omicidio, sulla tomba della donna i carabinieri hanno trovato una pistola semiautomatica in una busta di plastica. Ed è scattata la caccia al marito di Roberta, Fabio Di Lello, che si è costituito poco dopo, confessando l’omicidio.

“D’Elisa – ha spiegato l’avvocato di Di Lello – tre mesi dopo l’incidente aveva ottenuto il permesso per poter tornare a guidare la moto, perché gli serviva per andare a lavorare. Fabio era sotto shock, era depresso per la perdita della moglie, andava molto spesso al cimitero, pensava giustizia non fosse stata fatta ma incontrandolo non ho mai avuto l’impressione che stesse ipotizzando una vendetta. Sono rimasto sbalordito quando ho saputo. Lui non aveva dimestichezza con le armi”.

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