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Cocaina dalla Spagna al Friuli, smantellato traffico internazionale

I finanzieri del comando provinciale di Trieste, nell’ambito dell’operazione “Mission”, hanno sgominato un’organizzazione di trafficanti internazionali di cocaina, con base a Pordenone. Tre le ordinanze di custodia cautelare emesse e diverse le perquisizioni compiute tra le province di Pordenone e Treviso.

Finora sono undici le persone, tra corrieri e complici, consegnate alla giustizia, insieme a oltre due chilogrammi di cocaina (per un valore di 270mila euro), 250 grammi di mannitolo (sostanza da taglio), 7mila euro in contanti e un’autovettura utilizzata dai criminali.

Dalle indagini è emersa l’esistenza di un florido e collaudato traffico internazionale di cocaina proveniente dalla Spagna e destinato al Friuli Venezia Giulia, gestito da un’organizzazione composta da dominicani e italiani residenti tra le province di Udine, Treviso e Pordenone.

Le menti del traffico si avvalevano di “corrieri ovulatori” (i cosiddetti “bodypacker”) reclutati tra propri parenti connazionali, dunque particolarmente “devoti” ai capi, che dovevano far arrivare la micidiale polvere bianca a Pordenone, alternando l’utilizzo di aereo, treno, pullman, auto, allo scopo di disorientare gli investigatori.

I corrieri della “morte bianca” giunti in Friuli venivano sistemati in luoghi sicuri dove espellevano gli ovuli di cocaina ingeriti (involucri di lattice del peso di un grammo che avvolgono 10 grammi di cocaina), immediatamente poi immessa nella “rete” di spaccio locale.

Figure centrali della banda dei trafficanti sono risultati due caraibici che avevano le missioni più importanti da perseguire: l’approvvigionamento della “polvere bianca” in territorio spagnolo e l’addestramento di insospettabili corrieri, tra questi donne caraibiche, una delle quali ultrasessantenne.

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