Napoli

Bagnasco a Napoli: “L’Europa deve ritrovare la sua anima, quella dei valori morali”

ll presidente della Cei, la Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco ha parlato ai giovani dopo la Messa celebrata a Napoli in occasione della riunione dei vescovi del Sud.

“O l’Europa ritrova la propria anima che non è quella dell’economia e della finanza ma è quella dei valori morali o farà sempre più fatica a camminare – ha ammonito Bagnasco – L’Europa non deve avere paura della cristianità e le istituzioni devono essere presenti con la gente. E conoscere non sui libri e nei sondaggi i bisogni della vita reale ed indirizzare a meglio le risorse economiche. Ci sono 4 miliardi non utilizzati. La Chiesa è vicina ai giovani”.

“Non lasciate che qualcuno uccida la speranza dei vostri cuori”, ha aggiunto rivolgendosi ai ragazzi presenti. “Non sarete soli. Con voi ci saranno i pastori della Chiesa. Mettetevi insieme e sfruttate tutte le opportunità come quelle offerte dai fondi europei. Non è possibile che ogni anno si debbano restituire più di quatto miliardi di fondi perché non sono stati utilizzati”.

E ancora: “Per favorire l’occupazione giovanile c’è bisogno di investimenti ma anche di una burocrazia più snella per attrarli”. L’omelia è stata pronunciata nella messa celebrata ad apertura della seconda giornata del convegno “Chiesa e lavoro” che vede riuniti a Napoli i vescovi di Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

“Al governo nazionale e a quelli locali dico che bisogna prendere atto che il Sud esiste, che il Sud non è soltanto bisogno ma anche risorse e quando le risorse non vengono utilizzate c’è una doppia colpa – ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei – Ai giovani dico di valorizzare le esperienze positive che al Sud sono numerose senza stare a pietire con il cappello in mano dinanzi al politico di turno”.

De Luca: “È una giornata importante, anche la Chiesa si impegna a sollevare con forza il tema del lavoro e a sottolineare l’urgenza di prendere decisioni per creare lavoro per un’intera generazione. Credo sia anche una sollecitazione per le istituzioni a lavorare su un piano di concretezza e su questo siamo perfettamente sintonizzati: meno chiacchiere e polemiche, più cantieri aperti”.

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