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Torre Annunziata, il latitante Luigi Bollino catturato in Polonia

Torre Annunziata (Napoli) – Era latitante dall’aprile 2013 e si era nascosto in Polonia, dove aveva iniziato a lavorare in una pizzeria. Ma i carabinieri, in collaborazione con la polizia di Cracovia, hanno rintracciato e arrestato Luigi Bollino, 52 anni detto “o’ studente”, ritenuto elemento di spicco del clan Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata, sfuggito al blitz che portò all’arresto di 80 persone.

Bollino è considerato il broker per l’acquisto di droga e gestiva una delle principali piazze di spaccio della città. E’ stato localizzato in una pizzeria di italiani in cui aveva cominciato a lavorare, grazie ad articolate indagini e ricerche condotte dai militari dell’arma, coordinate dalla Dda di Napoli. Al momento della cattura, il 53enne ha tentato la fuga attraversando la cucina del locale, ma i poliziotti polacchi lo hanno immobilizzato con il teaser.

Gli investigatori hanno tra l’altro accertato che Bollino ha trascorso parte della latitanza anche in provincia di Mantova ed in Inghilterra. Ora l’esponente del clan Gallo-Cavalieri è trattenuto in un istituto penitenziario polacco in attesa delle procedure di estradizione.

All’interno del clan, fungeva da broker per l’acquisto di droga, effettuando vere e proprie puntate per acquisire ingenti quantitativi di stupefacenti provenienti dall’estero. Bollino era anche custode dei grossi quantitativi di stupefacenti, gestendo una delle principali piazze di spaccio con disponibilità di armi e materiale esplodente.

Bollino, poco prima del Natale di dieci anni fa, fu ricoverato per giorni in prognosi riservata all’ospedale di Boscotrecase. Il motivo? Un agguato in piena regola. Una pioggia di proiettili scaricatagli addosso da due killer fuggiti dopo in moto. Per Bollino, quel giorno, ferite multiple all’addome, al torace, al cuoio capelluto e al testicolo.

Il ‘narcos’, però, si salvò. Ferite più lievi le riportarono quel giorno altri due uomini ritenuti vicini ai Gallo e in compagnia di Bollino a via Pastore: Antonio Liotto e Michele Tuccillo. Per i carabinieri, quell’agguato del 2006 fu il semplice esito della guerra di camorra tra clan rivali per il controllo del mercato della droga e del racket a Torre Annunziata.

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