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Rigopiano, vittime morte per traumi e asfissia. “Incomprensioni su richieste di aiuto”

Sono diverse le cause che hanno portato alla morte le persone rimaste uccise nel crollo dell’hotel Rigopiano. Secondo i risultati dell’autopsia eseguita sui corpi delle vittime, alcuni sono deceduti all’istante perché rimasti schiacciati nell’incidente, altri per una serie di motivi, tra cui, in prevalenza, ipotermia e asfissia. Lo ha confermato il pm Cristina Tedeschini.

Considerando un caso specifico, Gabriele D’Angelo, che lavorava come cameriere all’albergo Rigopiano, è morto assiderato sotto la valanga. E’ quanto emerge dai risultati dell’autopsia. Secondo quanto riferito dal medico legale di parte Domenico Angelucci, “sul corpo non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali”. “Se fosse stato soccorso entro due ore, probabilmente si sarebbe potuto salvare”, aggiunge. Dopo le due ore, invece, qualunque soccorso sarebbe risultato inutile.

Tedeschini ha, inoltre, aggiunto do voler effettuare le atopsie su tutte le vittime dell’hotel Rigopiano: “Ci sono state molte richieste, anche pressanti, dei parenti delle vittime che vogliono la restituzione dei corpi, chiedendoci di evitare l’accertamento autoptico, che è un ulteriore passaggio doloroso. Il mio ufficio ha scelto come modalità operativa di accertare con assoluta precisione caso per caso cosa è successo. Questo è il motivo per cui sto dicendo ‘no, no, no’ ai parenti che me lo chiedono. Faccio l’accertamento autoptico e lo farò per tutti”. Fino ad ora sono state effettuate 6 autopsie e altrettante sono quelle che ancora restano da effettuare.

Per quanto riguarda la fase dei soccorsi e, soprattutto, le richieste di aiuto inviate dall’hotel, il pm, nel fare il punto sull’inchiesta in corso per disastro colposo e omicidio plurimo, ha spiegato: “Le telefonate registrate sono state acquisite, io le ho ascoltate e mi sembra evidente che ci siano state incomprensioni relative alle richieste di aiuto lanciate da Giampiero Parete e Quintino Marcella il 18 gennaio”.

Tedeschini ha anche risposto a domande sulle prime testimonianze dei sopravvissuti: “La situazione complessiva, percepita dagli ospiti dell’hotel il 18 gennaio, era sicuramente di criticità, sia in mattinata sia, soprattutto, nel pomeriggio e c’era una diffusa volontà di lasciare l’albergo”.

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