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Rigopiano, recuperati altri 5 corpi. 14 le vittime. Indagine su telefonata “bufala”

Altri cinque corpi senza vita. Cresce il numero delle vittime dell’hotel Rigopiano, l’albergo in provincia di Pescara travolto nei giorni scorsi da una valanga. In mattinata, infatti, i Vigili del Fuoco hanno recuperato altri due cadaveri: si tratta due donne, che devono ancora essere identificati.

Durante la notte, invece, erano tre i corpi tirati fuori dai detriti dell’hotel: si tratta di tre uomini, anche loro in attesa di identificazione. A questo punto sono 14 le persone morte nella tragedia, mentre quello dei dispersi scende a 15. Alle ore 15, intanto, a Penne, in provincia di Pescara, si svolgeranno i funerali di Gabriele D’Angelo, 31 anni, il cameriere dell’hotel tra le vittime della disgrazia. Saranno invece celebrate a a Farindola le esequie di Alessandro Giancaterino, fratello dell’ex sindaco Massimiliano, altro cameriere travolto e ucciso dalla slavina.

Nel frattempo il quotidiano La Repubblica pubblica la ricostruzione della prima telefonata d’allarme, quella fatta dal ristoratore Quintino Marcella e bollata come “uno scherzo” da imbecilli” dall’operatrice della Protezione civile. Sono le ore 18 e 20 del 18 gennaio e l’uomo ha appena ricevuto un messaggio Whatsapp da Parete. “Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su Whatsapp cinque minuti fa, l’albergo di Rigopiano è crollato, non c’è più niente… Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli… intervenite, andate lassù”, dice. L’operatrice della Protezione civile però non gli crede: “Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli“.”No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su Whatsapp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto… sta piangendo, è in macchina… lui è uno serio, per favore”, replica il ristoratore. La donna però non si fa persuadere. “Senta, non ce l’ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono. Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?”.

Il riferimento era per la stalla dell’allevatore Pietropaolo Martinelli, che aveva subito danni al tetto a causa del terremoto. Quella stalla si trova a pochi metri dall’hotel Rigopiano, da dove Parete ha appena provato a lanciare l’allarme. “Come si chiama quel cuoco?”, chiede l’operatrice della Protezione civile. “Giampiero Pareti. È quello della pizzeria, è il figlio di Gino…”, risponde Marcella. “Sì, lo conosco benissimo il figlio di Gino, conosco lui, conosco la mamma. È da stamattina che gira ‘sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene”. “Ma come è possibile?”.  “La mamma dell’imbecille è sempre incinta. Il telefonino… si vede che gliel’hanno preso…”.

Alla Protezione civile non credono che una valanga abbia distrutto l’hotel Rigopiano. Non ci credono perché alle 17 e 40 telefonano al direttore dell’albergo, Di Tommaso, dopo che lo stesso Parete aveva provato a lanciare l’allarme al 118, prima di rivolgersi a Marcella. Di Tommaso però smentisce che l’albergo sia crollato: “Non mi risulta“, dice, visto che si trova a Pescara e non a Farindola. Ed è per questo motivo che i soccorsi si attiveranno soltanto dopo le 19 e 45: un’ora e mezza dopo l’allarme di Marcella. Quando sarà ormai calato il buio.

Si continua a scavare – Nel frattempo a sei giorni dalla valanga si continua a scavare tra il ghiaccio e i detriti che hanno distrutto l’albergo. “Non ci fermeremo fino a quando non avremo la certezza che non ci sia più nessuno sotto le macerie o sotto la neve. Dobbiamo continuare a cercare fino alla fine”, ha detto il funzionario del Dipartimento della Protezione Civile Luigi D’Angelo. “Si sta scavando nel cuore della struttura – ha aggiunto – nella zona tra le cucine, il bar e la hall. Fino a quando non avremo trovato tutti andremo avanti”.

Fino ad oggi sono 11 i sopravvissuti dalla tragedia. Oltre al cuoco Giampiero Parete e il dipendente dell’hotel Fabio Salzetta – che erano all’esterno della struttura – si aggiungono la moglie di Parete, Adriana Vranceanu, il figlio Gianfilippo e i tre bimbi recuperati successivamente: l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo. Estratti vivi dal ghiaccio e dai detriti anche Giampaolo Matrone, Francesca Bronzi,Vincenzo Forti e Giorgia Galassi: gli ultimi due sono stati già dimessi dall’ospedale di Pescara.

Intanto, vanno avanti le indagini sul disastro. Ieri il procuratore di Pescara Cristina Tedeschini, in conferenza stampa, ha detto che l’indagine verterà su “struttura, valanga, viabilità e comunicazioni”.   Come era già emerso nei giorni scorsi, infatti, la struttura risulta costruita sopra colate e accumuli di detriti preesistenti compresi quelli da valanghe. La “testimonianza” documentale – evidenziata dal Forum H2O Abruzzo – arriva dalla mappa Geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo sin dal 1991, ripresa e confermata nel 2007 dalla mappa del Piano di Assetto Idrogeologico della Giunta Regionale. Al vaglio degli inquirenti, saranno passati anche le allerte ignorate sulla slavina che ha travolto 39 persone. Come per esempio la mail per chiedere “un intervento” urgente mandata dal direttore dell’albergo alle autorità alle ore 7 del 18 gennaio. Undici ore dopo sarebbe arrivata la valanga.

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