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Rigopiano, mail dell’hotel prima della tragedia: “Clienti terrorizzati”

mail rigopiano

“La situazione è davvero preoccupante”. Inizia così la mail spedita dall’amministratore dell’hotel Rigopiano, Bruno Di Tommaso, alla Provincia, alla Prefettura, alla polizia provinciale e al Comune di Farindola (Pescara) intorno alle 13, poche ore prima della slavina che ha travolto l’albergo. “I clienti sono terrorizzati dalle scosse sismiche e hanno deciso di restare all’aperto”, si legge nella mail.

“Abbiamo cercato di fare il possibile per tranquillizzare i clienti – prosegue – ma, non potendo ripartire a causa delle strade bloccate, sono disposti a trascorrere la notte in macchina. Con le pale e il nostro mezzo siamo riusciti a pulire il viale d’accesso, dal cancello fino all ss 42”. E inoltre “chiediamo di predisporre un intervento al riguardo”.

Alle ore 7 di mercoledì 18 gennaio la Provincia di Pescara era stata informata del fatto che per raggiungere l’hotel Rigopiano era necessaria una turbina. “A Rigopiano non si va”, viene riferito da un dirigente nella Sala operativa. Gli spazzaneve erano al lavoro dalle 3 e si erano dovuti fermare a un bivio che porta all’albergo. A quel punto scatta la ricerca della turbina. All’una ne viene rintracciata nell’Aquilano, ma sarebbero occorse ore per portarla nel Pescarese.

Il presidente della Provincia Antonio Di Marco spiega però che la mail inviata dall’hotel è stata ininfluente perché alle 14 “avevo incontrato la sorella dei proprietari e avevo dato loro rassicurazioni che entro la serata sarebbe andata una turbina a liberare la strada. Era superata – dice Di Marco – Ma ai fini dell’emergenza io alle 13.30 avevo già spedito la lettera al governo nella quale richiedevo aiuto e mezzi per liberare anche quelle zone”.

“Per me è una mail ininfluente: non ci siamo mai fermati – ha quindi spiegato Di Marco -. Quanto alla turbina dell’Anas di Penne, quella che poi ha materialmente liberato la strada di Rigopiano nella notte, nel pomeriggio non era ferma ma stava ripulendo la ss 81 che è di competenza dell’Anas, così come la seconda turbina Anas in quelle ore era a Villa Celiera per salvare anziani intossicati dal monossido di carbonio”.

Intanto si continua a scavare tra le neve e le macerie dell’hotel. Finora i soccorritori hanno strappato alla massa di detriti che sommerge l’albergo 11 sopravvissuti e cinque corpi senza vita, mentre sono 23 i dispersi segnalati. La pioggia mista a neve ha reso ancora più pesante l’ammasso che ha sommerso la struttura ed il rischio valanghe è salito a 4 su una scala di cinque.

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