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Rigopiano e la telefonata al centro soccorsi: “Non è crollato niente, arrivederci”

Nel dramma di Rigopiano, mentre si cercano ancora i dispersi, si indaga per far luce sull’accaduto e capire chi sia responsabile del tragico episodio.

Si cerca di capire perchè, una volta lanciato l’allarme, non ci sia stata la mobilitazione immediata dei mezzi di soccorso, e perchè le strade non fossero rese libere date le richieste avvenute nelle ore precedenti. 

In particolare, a lasciare stupiti è la telefonata fatta al centralino del 113 che girò alla sala operativa del Ccs, il Centro di coordinamento dei soccorsi attivato la mattina stessa nella prefettura di Pescara.

Marcella: “Mi sente?”
Funzionaria: “Sì che la sento”.
M: “Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l’albergo di Rigopiano è crollato, non c’è più niente. Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli. Intervenite, andate lassù”.
F: “Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli”.
M: “No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto, sta piangendo, è in macchina, lui è uno serio, per favore”.
F: “Senta, non ce l’ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono (…). Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire? È da stamattina che gira sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene”.
M: “Ma come è possibile?”.
F: “La mamma dell’imbecille è sempre incinta. Il telefonino… si vede che gliel’hanno preso…”.
M: “Ma col numero suo?”.
F: “Sì. Due ore fa, le confermo, al 118 hanno parlato con l’hotel. Non le dico una bugia! Ma se fosse crollato tutto, pensa che che rimarremmo qua?”

La telefonata prosegue. M: “Si metta in contatto col direttore…”.
F: “Non so se si rende conto della situazione… Abbiamo gente in strada, gente con la dialisi, anziani. E io per lei… Provi lei a mettersi in contatto con il direttore. Non è scortesia. Arrivederci”

La donna era a conoscenza del crollo della stalla di Pietropaolo Martinelli che era stata danneggiata dalle scosse di terremoto. Il sisma aveva fatto crollare il tetto della stalla che era piombato su 300 pecore, rimaste incastrate. Per questo motivo il proprietario aveva segnalato il crollo a chi stava gestendo i soccorsi, attraverso la Guardia Forestale.

Quando la funzionaria sente parlare di Rigopiano, pensa alla fattoria. Non è sola nella sala operativa, e chi le sta vicino concorda con lei. 

Parete, hanno informato gli investigatori, prima di contattare Marcella, aveva contattato il 118 lanciando lui stesso l’allarme. Nei tabulati telefonici, la chiamata risulta essere partita dal suo cellulare alle 17.08 ma al centro soccorsi non erano ancora stati informati.

Una leggerezza che probabilmente sarà contestata nell’inchiesta per disastro colposo e omicidio plurimo colposo aperta dalla Procura di Pescara e che avrebbe potuto trarre in salvo qualche altra vita. Questo purtroppo rimarrà per sempre un dubbio.

Il magistrato Tedeschini ha commentato: “Che ci possano essere state una serie di disfunzioni e magari ritardi da parte della sala operativa nel recepire l’importanza di una segnalazione da parte di un soggetto non istituzionale è un fatto registrato. Che questa incomprensione, sottovalutazione o ritardo possa aver avuto una qualunque conseguenza causale sulla efficacia dell’azione di soccorso, è da vedere, è tutto da dimostrare. Al massimo balla un’ora. Avete visto tutti quanto tempo ci vuole per arrivare lì”.

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